Rottamazione e pace fiscale cittadini Stato, quanto si potrà risparmiare?

Parliamo di rottamazione e pace fiscale cittadini Stato, quanto si potrà risparmiare? La portata della misura sarà interessante perché riguarderà circa 17,4 milioni di contribuenti. E questo perché occorre considerare che la cifra attuale degli “incagli fiscali”, ossia da riscuotere, è pari alla bellezza di €954,7 miliardi. Ovvero una montagna di soldi non ancora riscossi e pari a circa il 39% del debito pubblico italiano. Vediamo di più dei dettagli sulla rottamazione e pace fiscale cittadini Stato, quanto si potrà risparmiare?

La proposta di legge

Un drappello di parlamentari di Forza Italia sta avanzando una proposta di legge presso la commissione Finanze alla Camera. Avrà per oggetto un mega-pacchetto di proposte fatte di rottamazione e condono delle posizioni tributarie ancora pendenti. In una sola parola, pace fiscale Stato-cittadini. Specie dopo lo tsunami-Covid che di certo avrà solo peggiorato le condizioni economico e finanziarie di tanti cittadini. Che se fino a 4 mesi fa avevano difficoltà a onorare le dichiarazioni avevano essi stessi presentato, figuriamoci adesso.

Le tre direzioni lungo cui si muoverà la proposta di legge

La proposta di legge azzurra suggerirebbe tre diverse modalità attraverso cui andare a pagare lo stock di tasse accertate e non ancora riscosse. Vediamole.

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La prima, propone il pagamento tutto in una sola rata da effettuarsi entro il 31.10.2020. In questo caso lo “sconto pronta cassa” sarebbe pari al 40% del dovuto.

La seconda passa per la via della diluizione, per la precisione 5 anni di tempo dal momento dell’accettazione. In compenso si otterrebbe da un lato uno sconto del 20% del dovuto, sul quale tuttavia graverebbe il 3% di interessi.

L’ultima soluzione propongono parla di 20 anni di rateizzazione. In questo caso zero sconti e il 2% in più d’interessi da pagare.

In ogni caso la proposta prevede a garanzia della rateizzazione una polizza fideiussoria assicurativa.

L’ammontare del c.d. “magazzini fiscale”

Lo stock di tasse accertate e non pagate in Italia è immenso. Durante l’audizione alle Camere del 22 aprile scorso, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ruffini, aveva parlato di 954,7 miliardi di euro al 2019. Che coinvolge più di 17 milioni di italiani. Immaginiamo di quanto altro crescerà tale importo col prosieguo delle settimane e dei mesi post-Covid. Di tutto questo stock di crediti, tuttavia, c’è da dire che il 40% di esso non sarà esigibile per i motivi più disparati. Perché ad esempio sono coinvolti soggetti dichiarati falliti, o da persone e imprese nel frattempo – rispettivamente – decedute o cessate. E poi troviamo nullatenenti o soggetti la cui attività di riscossione è sospesa (tipo la rottamazione-ter), in base a sentenze dell’autorità giudiziaria.

Rottamazione e pace fiscale cittadini Stato, quanto si potrà risparmiare?

Se da quei 954,7 miliardi complessivi ci togliamo il 40% circa di inesigibili, restano poco più di 500 miliardi. Che di primo acchito potrebbero “far esultare” l’Erario, il quale però sa bene che anche qui la strada è lunga e tortuosa. Solo per 15 miliardi scarsi di essi è in corso un processo di pagamento rateale. Poi sull’80% del dovuto l’Agenzia delle Entrate ha già svolto a più riprese azioni esecutive o cautelari ma che non hanno sortito tanta fortuna.

Vedremo come andrà a finire questa volta. A breve inizierà la fase delle audizioni e si spera presto anche a un testo condivo da tutte le forze politiche. Forse sarà meglio incassare meno che niente proprio.

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