La nuova frontiera delle onde sonore ad alta intensità che bruciano i tumori

La nuova frontiera delle onde sonore ad alta intensità che bruciano i tumori. In gergo medico la tecnica fortissimamente voluta da uno dei più grandi luminari nella battaglia ai tumori, si definisce: termoablazione. Era il 1994 quando a Milano per volontà del dottor Umberto Veronesi, nasceva la prima divisione di radiologia interventistica in Italia. Una decisa rottura con gli schemi del passato che volevano chirurghi e universitari arroccati sulle tradizionali metodiche chirurgiche, per avere la meglio sulle patologie oncologiche. Ma Veronesi, a detta di chi ci ha lavorato a fianco, era un fuoriclasse che incitava i suoi allievi a rompere gli schemi. Vediamo quindi di approfondire, nei limiti del possibile, cosa s’intende con “la nuova frontiera delle onde sonore ad alta intensità che bruciano i tumori”.

Dalla radiologia diagnostica alla radiologia interventistica

Tra le grandi intuizioni ci fu quella di elevare la radiologia dalla “mera” funzione diagnostica a quella appunto interventistica. A sentire chi oggi si trova a capo di questi reparti di nuova generazione, la metodica della radiologia interventistica è potenzialmente in grado di trattare lesioni interne all’organismo. Il tutto senza alcun bisogno di ricorrere ad aghi, incisioni e tagli. Gli organi trattabili sarebbero quelli visualizzabili tramite gli strumenti ecografici.

Gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità

Semplificando al massimo, si potrebbe dire che, in questo caso, i tessuti non sono attraversati da null’altro che da suoni. Ed infatti non è un caso che la nuova terapia si chiama HIFU. Un acronimo che sta per “High Intensity Focused Ultrasound”, ovvero ultrasuoni focalizzati ad alta intensità. Il principio che sta alla base del trattamento, sfrutta appunto l’altissima frequenza delle onde sonore. Si tratta cioè di onde che vanno ben oltre la soglia di udibilità percepibile dall’orecchio umano. Che, come sappiamo, ha dei limiti nel percepire i suoni. Quindi fasci di onde potentissime, ma pur sempre onde.

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La nuova frontiera delle onde sonore ad alta intensità che bruciano i tumori

La focalizzazione delle onde verso un punto preciso del corpo, consente di colpire il “bersaglio”. Per cui, una volta che comincia a sprigionarsi calore e temperature, le aree che vi sono soggette cominciano ad andare in necrosi, provocando la regressione o la remissione totale delle forme tumorali. Un potente effetto distruttivo che resta circoscritto alle parti malate, senza danni per l’epidermide che funge solo da ponte di passaggio delle onde benefiche.

Lo stesso dicasi anche per i tessuti attraversati dal fascio di onde. Forzando un po’ la mano, si potrebbe dire che questa nuova frontiera delle terapie oncologiche, mette in atto quello che accade quando una lente, concentrando i raggi del sole, finisce per bruciare un foglio di carta.  Una nuova metodica mini invasiva che è speculare alla crioterapia, o terapia del freddo, di cui abbiamo parlato in un altro nostro approfondimento.

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