Recuperare i soldi dell’affitto universitario grazie al modello 730

In sede di dichiarazione dei redditi è possibile inserire, tra le spese, il pagamento del canone di locazione dell’affitto universitario che il genitore ha sostenuto. In questo modo, si può ottenere un rimborso Irpef che restituisce una percentuale della spesa affrontata per il canone di locazione. Vediamo, dunque, come recuperare i soldi dell’affitto universitario grazie al modello 730.

A quanto ammonta il rimborso Irpef

Quando il proprio figlio decide di proseguire gli studi in un’altra città, le spese da sostenere sono molteplici. Al contempo, si è disposti ad affrontare grandi sacrifici se questo può servire ad offrirgli un futuro professionalmente migliore. Nella dichiarazione dei redditi che ciascun contribuente è chiamato a presentare ogni anno, è possibile inserire una voce relativa alle spese di fitto universitario. In tale maniera, il dichiarante riceverà un rimborso Irpef pari al 19% della spesa sostenuta, per un importo di spesa massimo di 2.633 euro. Questo si traduce in un risparmio di circa 500 euro sulla spesa affrontata. Si tratta di una delle diverse detrazioni possibili che il risparmiatore può inserire nel modello 730. Perché si riconosca valido tale rimborso, occorre che alla dichiarazione di spesa si assommino altri requisiti che adesso vedremo.

Distanza minima dalla residenza

Come recuperare i soldi dell’affitto universitario grazie al modello 730? Alla spesa dichiarata, occorre dimostrare anche la distanza minima del luogo di studio. In che senso? Secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, la distanza tra il comune di residenza e la sede universitaria deve essere di almeno 100 kilometri. Questo è valido per tutti i tipi di Comune, anche per quelli montani che fino allo scorso anno beneficiavano di una distanza minore.

Tipologie di contratto valide

Se il domicilio dello studente rispetta tali condizioni, allora si può procedere alla richiesta di rimborso Irpef del 19%. I contratti di locazione accettati sono i seguenti:

 

  • Contratti di ospitalità;
  • Contratti stipulati o rinnovati in base alla legge n. 431 del 9 dicembre 1998;
  • Gli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con gli enti per il diritto allo studio, collegi, università, cooperative ed enti senza fine di lucro.

Al fine di ottenere la detrazione, il contribuente dovrà compilare il Rigo E8/E10, del modello 730, ed indicare il codice 18. è bene ricordare che, perché tracciabili, i pagamenti del canone di locazione non vanno effettuati in contanti. Se  desideri conoscere l’elenco delle altre spese detraibili e deducibili, puoi leggerle qui.

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