Quanti soldi si possono regalare al figlio tramite bonifico senza rischiare accertamenti dall’Agenzia delle Entrate?

Il genitore che intende aiutare il proprio figlio a sostenere una importante spesa, può mettere in pratica quella che si suole definire come donazione. Si tratta di un atto giuridico il cui scopo risiede nell’intenzione di arricchire il donatario, ossia colui che la riceve. In tale ottica, esistono delle limitazioni al trasferimento di denaro nei riguardi della persona cara? Quanti soldi si possono regalare al figlio tramite bonifico senza rischiare accertamenti dall’Agenzia delle Entrate? Di seguito approfondiamo alcuni aspetti normativi che disciplinano la donazione e la modalità di erogazione delle quote per mezzo di bonifico.

Come regalare soldi tramite bonifico per una donazione indiretta e quali limiti esistono

Quando si parla di donazioni, il primo aspetto da chiarire riguarda le due principali forme che si possono avere di tale atto: la donazione indiretta e la donazione diretta. Nella prima circostanza, il genitore che intende aiutare economicamente il figlio può sostenere la spesa. Quanti soldi si possono regalare al figlio tramite bonifico senza rischiare accertamenti dall’Agenzia delle Entrate tramite donazione indiretta? Immaginiamo il caso di acquisto di un’automobile o di una casa che il genitore effettua bonificando la quota alla concessionaria o all’agenzia.

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Come evitare la collazione tra gli eredi

Il genitore può dare seguito al proprio atto di liberalità e disporre il pagamento del bene operando una donazione indiretta. I limiti che pone questa forma di donazione riguardano la collazione come prevedono gli artt. 737 e 809 del codice civile. Nell’articolo “Come evitare la collazione tra gli eredi” abbiamo illustrato come eludere tali conseguenze.

Come regalare soldi al figlio tramite bonifico per mezzo di una donazione diretta

Passiamo ora a prendere in esame la donazione diretta. Quanti soldi si possono regalare al figlio tramite bonifico senza rischiare accertamenti dall’Agenzia delle Entrate? Le verifiche che mette in pratica il Fisco sono differenti e possono variare in base a molteplici fattori. In linea generale, occorre sempre dimostrare che si tratta di una donazione e che la provenienza del denaro è lecita. In questi casi, dunque, si potrebbe formalizzare l’atto avvalendosi di un notaio quando si tratta di donazioni di non modico valore.

Attenzione a valutare questo aspetto in quanto l’assenza di un atto notarile, potrebbe nullificare la donazione stessa. Per quanto riguarda il pagamento delle imposte sulla donazione, queste scattano al superamento della quota di 1.000.000 euro. Che significa? In buona sostanza, chi effettua una donazione di importo superiore al milione di euro, dovrò pagare una imposta nella misura del 4% della somma donata. Anche in questa circostanza è bene considerare l’altra faccia della medaglia. Alla morte del donante gli eredi potrebbero impugnare la donazione laddove si rilevi una situazione di iniquità. Nell’articolo “Entro quanto tempo l’erede può impugnare la donazione che ritiene ingiusta” abbiamo illustrato i dettagli.

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