Quando si ha diritto alla reversibilità della pensione dall’INPS?

In quali casi i familiari superstiti possono accedere alla pensione di reversibilità o quella indiretta? Quali requisiti o condizioni reddituali devono essere presenti affinché si possa inoltrare domanda all’INPS? Sapere quando si ha diritto alla reversibilità della pensione dall’INPS consente di capire le condizioni di ammissibilità al trattamento e la normativa che lo regolamenta.

Cosa si deve richiedere: indiretta o reversibilità?

La pensione ai superstiti è quel trattamento che l’INPS rilascia in favore dei familiari superstiti nel momento in cui il lavoratore o pensionato decede. La reversibilità riguarda il decesso di un titolare di pensione diretta. Si parla di pensione indiretta, invece, quando il decesso colpisce un lavoratore non ancora in pensione. A tal proposito è utile specificare che la pensione indiretta è erogabile solo se l’assicurato ha raggiunto i requisiti minimi prima del decesso, ossia: almeno 15 anni di contribuzione o 780 settimane di contributi e anzianità assicurativa secondo il D.Lgs. n. 503/1992; oppure, 5 anni di anzianità contributiva di cui almeno 3 (o 156 settimane) nell’ultimo quinquennio.

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La pensione ai superstiti non è un trattamento che scatta automaticamente alla morte del contribuente, ma l’acquisizione della titolarità spetta solo in specifici casi. Quando si ha diritto alla reversibilità della pensione dall’INPS?

Quali fattori determinano il diritto alla pensione indiretta o di reversibilità INPS

Nell’articolo “A quanto ammonta la pensione di reversibilità in base al beneficiario” abbiamo illustrato le percentuali che spettano in base all’avente diritto. Generalmente, sono i familiari più prossimi al defunto che acquisiscono il diritto al trattamento laddove risultino a carico del de cuius al momento del decesso. Un aspetto che è importante ricordare, oltre alla percentuale di diritto, riguarda i limiti di reddito. Chiunque superi tali soglie può subire una riduzione dell’assegno fino alla completa estinzione. Nello specifico, l’assegno di reversibilità si riduce del 25% se il reddito dell’avente diritto è superiore a 3 volte il trattamento minimo che nel 2021 corrisponde a 5151,58 euro mensili.

La riduzione aumenta del 40% nei casi in cui il reddito supera di quattro volte il trattamento minimo; si dimezza, invece, con reddito superiore a 5 volte la pensione minima. Dunque, per sapere quando si acquisisce il diritto alla reversibilità, il contribuente deve prestare attenzione anche ai propri redditi. Nella misura in cui le condizioni formali sono tutte presenti, allora è possibile presentare istanza all’INPS per l’ottenimento della provvidenza.

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