Quali sono i vantaggi fiscali dei trasferimenti immobiliari nelle separazioni e divorzi

I coniugi che hanno deciso di separarsi o divorziare, nel quadro della regolamentazione dei loro rapporti patrimoniali possono avere anche l’interesse, a dividersi le proprietà immobiliari, già in sede di separazione o divorzio.

E’ bene allora sapere che vi sono delle agevolazioni fiscali. Quali sono i vantaggi fiscali dei trasferimenti immobiliari nelle separazioni e divorzi?

Prestito in convenzione
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Gli accordi patrimoniali possono avere ad oggetto anche un trasferimento immobiliare a favore di uno dei coniugi o di uno o più figli anche se minori, senza la previsione di un corrispettivo.

Questi accordi, sono spesso inclusi nel verbale di separazione o divorzio in quanto è notevole la loro convenienza economica.

Così facendo è possibile evitare il ricorso al notaio e soprattutto, godere di una disciplina fiscale particolarmente favorevole.

Quando è possibile usufruire di tali vantaggi

E’ possibile usufruire delle agevolazioni fiscali sia nell’ambito di un procedimento di separazione o divorzio instaurato tramite ricorso in Tribunale sia nell’ambito degli accordi di negoziazione assistita raggiunta con i rispettivi legali.

Non è, invece, possibile usufruire delle agevolazioni fiscali per gli accordi sottoscritti in Comune. In questi, è vietato qualsiasi accordo che abbia natura patrimoniale.

Quali sono i vantaggi fiscali dei trasferimenti immobiliari nelle separazioni e divorzi

Stante la particolare rilevanza che detti trasferimenti assumono nell’alveo dei rapporti familiari, il Legislatore ha ritenuto di sottrarli all’imposizione fiscale.

I vantaggi economici, si concretizzano nell’esenzione dell’imposta di bollo, di registro, ipocatastali e ogni altra tassa (art. 19 L.74/87, Cass. 28 ottobre 2003 n. 16171, art. 8, comma 1 lett.f della Tariffa parte prima DPR 26 aprile 1986 n. 131)

L’esenzione è volta a tutelare il soggetto beneficiario di una determinazione tesa a proteggerne la posizione di debolezza patrimoniale del peso dell’imposizione tributaria.

Sul punto è intervenuta la Suprema corte di Cassazione con la sentenza 14 novembre 2001 n. 14132. La Corte ha chiarito “che i trasferimenti patrimoniali tra i coniugi compiuti nel momento difficile della separazione e del divorzio rispondono all’interesse della parte più debole ed è’ opportuno sottrarli alla controindicazione che verrebbe da un prelievo fiscale consistente”.

Per quanto riguarda il risparmio delle spese notarili occorre precisare: che sebbene la norma preveda che i trasferimenti immobiliari possano essere contestuali alla separazione o al divorzio non tutti i Tribunali hanno adottato protocolli ad hoc.

Diversi sono, infatti, i Tribunali che prevedono solo la possibilità di includere negli atti giudiziali l’ impegno a trasferire il bene immobile.

In questi casi, l’accordo di separazione o la sentenza assumono la natura di contratto preliminare, che dovrà trovare perfezionamento nella stipula di un contratto definitivo innanzi al Notaio.

I beneficiari comunque usufruiranno delle esenzioni delle imposte.

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