Più di 3.000 euro di multa per il risparmiatore distratto che effettua questo versamento sul conto corrente o emette questo pagamento

Una semplice distrazione può davvero svuotare il portafoglio anche del correntista più onesto che non intende affatto violare le leggi. Purtroppo però le normative vigenti non ammettono né ignoranza, né tantomeno leggerezza da parte dei titolari di conto. Altrettanto scrupoloso e attento dovrà essere chi possiede un libretto postale o altri prodotti finanziari presso Poste italiane. Infatti potrebbero arrivare “Multe di oltre 5.000 euro dall’Agenzia delle Entrate per i titolari di libretto postale e buoni fruttiferi che non dichiarano questi dati”. Al contrario il rischio di dover pagare più di 3.000 euro di multa per il risparmiatore distratto che effettua questo versamento sul conto o emette questo pagamento non riguarda dichiarazioni di reddito.

Non è al Fisco che dovrà rispondere il cliente di una banca che omette di dichiarare alcuni dati, quanto piuttosto alla Ragioneria territoriale dello Stato. E le informazioni che non si deve trascurare di inserire riguardano nello specifico la corretta compilazione degli assegni bancari. Ciò perché, in caso contrario, scattano più di 3.000 euro di multa per il risparmiatore distratto che effettua questo versamento sul conto corrente o emette questo pagamento.

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Le sanzioni pecuniarie raggiungono infatti sia chi emette un assegno bancario e non indica il beneficiario dello stesso, sia chi lo incassa. Il soggetto che versa e accredita sul proprio conto corrente un assegno che non reca il nome del destinatario è infatti ritenuto un evasore fiscale. E ciò perché in assenza di data e di beneficiario è come se l’assegno svolgesse le funzioni di una cambiale. Senza però che il correntista paghi l’imposta di bolla.

Più di 3.000 euro di multa per il risparmiatore distratto che effettua questo versamento sul conto corrente o emette questo pagamento

Emettere o incassare un assegno senza l’indicazione di un beneficiario equivale dunque al proposito di evitare l’imposta di bollo che invece la cambiale prevede. Inoltre un assegno in cui non si indica il beneficiario è per molti aspetti simile ai contanti perché chi ne entra in possesso può incassarlo a vista. E ovviamente ciò va in conflitto con le politiche di prevenzione e limitazione dell’uso di contante per contenere il fenomeno dell’evasione fiscale e del riciclaggio di denaro sporco.

Con l’indicazione dei dati anagrafici del destinatario delle somme di denaro presenti sull’assegno è invece possibile tracciare ogni passaggio di denaro. Secondo quanto statuisce il Decreto legislativo 90/2017  per gli assegni di importo pari o superiore a 1.000 euro con queste omissioni scattano sanzioni da 3.000 a 50.000 euro. Tuttavia resta ferma per il correntista la possibilità di pagare con anticipo e chiudere il procedimento entro 60 giorni dalla data di contestazione. E se anche alla fine del procedimento si dovesse ricevere la sanzione è possibile chiedere che la riduzione di un terzo dell’importo complessivo da pagare.

Approfondimento

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