Per riprodurre la pianta di Padre Pio basterebbe fare la talea con questi 2 metodi facilissimi

La Zamioculcas è conosciuta in Italia come la pianta di Padre Pio. Nel resto del Mondo, invece, si chiama gemma della Tanzania o di Zanzibar, i Paesi africani d’origine.

Questa magnifica sempreverde rientrerebbe all’interno della categoria delle piante succulente e sarebbe particolarmente apprezzata per la sua bellezza.

Formata da più fusti carnosi, la Zamioculcas ha foglie ovali e di una sfumatura di verde incredibilmente brillante. A conquistare i cuori di molti giardinieri fai da te, però, sarebbe la sua incredibile facilità di coltivazione e la sua resistenza a climi e luminosità disparati. Inoltre, questa strepitosa pianta rientrerebbe anche tra le specie che non temerebbero l’attacco di afidi e parassiti.

In sostanza, quindi, sarebbe una pianta perfetta anche per i pollici non propriamente verdi, capace di dare grandi soddisfazioni. Per questo potremmo voler riprodurla, per sbarazzarci dei fallimenti di coltivazione ormai rinsecchiti, riportando e mantenendo quella nota di verde lussureggiante. Il metodo indicato per farlo sarebbe quello della talea con due alternative a disposizione.

Per riprodurre la pianta di Padre Pio basterebbe fare la talea con questi 2 metodi facilissimi

La talea della pianta di Padre Pio non seguirebbe la tradizionale tecnica di talea che potremmo avere in mente. Per realizzarla, infatti, non dovremmo partire da un rametto reciso ma direttamente dalle sue foglie. Proprio queste, quindi, genererebbero una nuova pianta, nel corso di diversi mesi.

La prima cosa da fare per creare le nostre talee a costo zero sarebbe tagliare una o più foglie dall’aspetto sano. In particolare, non dovrebbero avere macchie né avere le punte secche.

Una volta prelevate, dovremmo tenerle all’aria per un paio d’ore, in un luogo ombroso, per permettere al taglio di asciugarsi completamente. A questo punto, come anticipato, potremmo seguire due metodi differenti per far sviluppare la talea, entrambi facilissimi.

Talea in piena terra

Il primo metodo consisterebbe nel far sviluppare la talea piantando direttamente in terra la foglia recisa. Per farlo, dovremmo scegliere un vasetto preferibilmente di coccio e dovremmo riempirlo con terriccio, torba per acidificare e sabbia per drenare.

Una volta piantata la foglia dalla parte recisa, a una profondità di 1 cm, dovremmo custodire il vasetto in un luogo luminoso e riparato da correnti. Inoltre, dovremmo tenere il terriccio costantemente umido. Così facendo dovremmo assistere all’appassimento della foglia e al progressivo sviluppo di bulbi e germogli.

Talea in acqua

Il secondo metodo consisterebbe nel far sviluppare nuove radici alla foglia recisa tenendola in acqua. L’ideale sarebbe utilizzare dell’acqua distillata, da versare all’interno di un bicchiere che possa ospitare la foglia tenendola dritta.

L’acqua dovrebbe entrare a contatto con la parte recisa e dovremmo cambiarla ogni 2-3 giorni per evitare la formazione di alghe o altri microrganismi.

Quando le radici avranno raggiunto una lunghezza di circa 3 centimetri potremmo interrare la foglia, aspettando che nasca un nuovo esemplare.

Allora, per riprodurre la pianta di Padre Pio ecco 2 versioni di talea semplicissimi da eseguire.

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