Per pagare gli studi dei figli meglio investire 10.000 euro sul BTP Futura 2037 o sul buono postale dedicato ai minori al 2,50%?

Il miglior investimento si possa fare sui figli è quello in termini d’istruzione. Perché potenzialmente apre le strade a scenari e prospettive più ampi.

Ma l’istruzione costa, quindi come fare per alleviare le spese? La via maestra è quella del “prevenire è meglio che curare”, ossia organizzarsi per tempo magari con un buon investimento.

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Al riguardo ci chiediamo: ma per pagare gli studi dei figli meglio investire 10.000 euro sul BTP Futura 2037 o sul buono postale dedicato ai minori al 2,50%?

Perché questi due prodotti

Anzitutto spieghiamo perché prendiamo in esame questi due prodotti e ne facciamo un confronto. Questi i motivi principali:

a) la garanzia emittente. Il Buono dedicato ai minori è emesso da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) mentre il BTP Futura 2037 è emesso dal MEF. In entrambi i casi, tuttavia, la garanzia è sempre data dello Stato;

b) la tassazione sugli interessi attivi è in entrambi casi pari al 12,50%;

c) la durata massima, a grandi linee molto accostabili. Fermo restando che i due prodotti si possono riscattare (Buono) o vendere (BTP) in qualunque momento nel corso della loro maturazione.

Vediamo il rendimento del buono postale dedicato ai minori al 2,50%

Ci stiamo chiedendo se per pagare gli studi dei figli meglio investire 10.000 euro sul BTP Futura 2037 o sul buono postale dedicato ai minori al 2,50%.

In merito ai buoni dedicati ai minori, si tratta dei prodotti CDP più redditizi in assoluto in questo momento. Sono validi strumenti per lasciare in eredità ai piccoli (da parte di nonni, genitori, zii, amici di famiglia) somme di denaro che matureranno nel tempo. O per i grandi appuntamenti della loro vita, come appunto nel caso degli studi universitari.

Questi titoli maturano interessi fino al compimento del 18° anno dell’intestatario del buono, che può essere esclusivamente il minore.

Quanto ai tassi, essi partono dallo 0,50% lordo annuo nel primo triennio, salgono allo 0,75% al 4° anno e così via. Dal 16° al 18° e ultimo anno di vita del prodotto arrivano al 2,50%.

Ora ipotizziamo che il minore sia nato tra il 1° aprile 2019 ed oggi (per raggiungere il massimo del rendimento disponibile). E che il buono sia stato comprato sempre in quest’arco di tempo. A scadenza, ossia tra l’aprile del 2037 e la primavera 2039, il montante finale oscillerà all’incirca tra i 14.600 e i 14.840 euro.

Dunque, ma per pagare gli studi dei figli meglio investire 10.000 euro sul BTP Futura 2037 o sul buono postale dedicato ai minori al 2,50%

A questo punto passiamo a considerare il BTP Futura, che sappiamo scadrà nel 2037. Di esso però ignoriamo la struttura cedolare, che sarà resa definita al termine della prossima settimana.

Sappiamo tuttavia che sarà del tipo step up. E che a scadenza è previsto il riconoscimento del premio fedeltà solo per chi acquista in emissione e terrà il titolo fino a scadenza. Questo premio-plus varierà in un range a seconda dell’andamento futuro del PIL nei prossimi 16 anni.

Attualmente il rendimento sul mercato secondario per simili scadenze oscilla intorno all’1,05% circa. Nel caso del BTP Futura andrà poi sommato il premio-extra, che sarà funzione del PIL futuro.

Sommando le due componenti, quasi sicuramente il rendimento medio annuo ponderato del bond sarà distante da quello del buono. Ne avremo la certezza al termine della prossima settimana.

Abbiamo dunque risposto al nostro quesito di partenza. Ossia per pagare gli studi dei figli meglio investire 10.000 euro sul BTP Futura 2037 o sul buono postale dedicato ai minori al 2,50%? Infine, nell’articolo di cui qui il link illustriamo i rischi connessi all’acquisto del BTP Futura 2037.

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