Pensione con la Legge 104 e requisito di convivenza o coabitazione, cosa significa?

I lavoratori che assistono un familiare disabile posso accedere alla pensione con la Legge 104 con il requisito di convivenza o coabitazione, ma cosa significa? In effetti per accedere alle forme pensionistiche che permettono al lavoratore “caregiver” è richiesto il requisito di convivenza con il familiare da assistere. Questo requisito si intende soddisfatto anche con la coabitazione.

Pensione con la Legge 104 e requisito di convivenza o coabitazione, cosa significa?

Sono due le forme pensionistiche che permettono l’accesso al lavoratore che assiste un familiare in situazione di gravità (Legge 104/92 art. 3 comma 3): pensione lavoratori precoci e APE Sociale.

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Per entrambe le opzioni il requisito di convivenza è fondamentale e può essere sostituito con la coabitazione.

Con il termine di convivenza si intende quando il familiare d’assistere fa parte del nucleo familiare e il lavoratore si occupa della sua assistenza. Ad esempio: moglie e marito, figlio e madre, eccetera.

L’INPS ha modificato il suo orientamento inserendo la coabitazione

L’INPS, in riferimento all’orientamento espresso dal Ministro del Lavoro, ai fini del requisito di convivenza per il congedo straordinario Legge 151/2001, ha confermato anche la validità della coabitazione.

Le due forme pensionistiche sopra citate richiedono che al momento della domanda di pensione, il richiedente convivi da almeno sei mesi con il coniuge o parente di primo grado. Il beneficio slitta a un parente o affine al secondo grado nel caso in cui gli aventi diritto abbiano un età superiore a 70 anni, oppure siano deceduti, mancanti o affetti da patologie invalidanti.

Inoltre, la normativa specifica che il familiare d’assistere deve trovarsi in situazione di handicap grave certificata ai sensi della Legge 104/92 art. 3 comma 3.

In ultima analisi, pensione con la Legge 104 e requisito di convivenza o coabitazione, cosa significa? La risposta è semplice, si intende che il requisito di convivenza è soddisfatto anche se si vive con il familiare disabile, nello stesso stabile, stesso indirizzo e numero civico, in due appartamenti diversi (coabitazione).

La verifica della convivenza viene accertata d’ufficio dall’INPS, nel caso della coabitazione è consigliato produrre, all’atto della domanda, una autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000.

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