Ottenere il 15% di rendimento annuo garantito e a rischio zero dai propri risparmi è possibile?

Durante una sessione di domande e risposte una signora chiese a Warren Buffet consiglio su come investire i propri risparmi.

Il leggendario investitore rispose che il miglior modo era quello di accertarsi innanzitutto di non avere debiti con la sua carta di credito. In caso positivo, era il caso di provvedere ad estinguerli quanto prima.

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Ma a quanto ammonta l’interesse annuo sulle nostre carte di credito?

Da un’analisi speditiva su internet, emerge che a seconda del tipo e del gestore, il TAEG delle maggiori carte di credito sul mercato varia dal 10% al 15%.

Ora, per un investitore consapevole, è chiaro che ottenere il 15% di rendimento annuo garantito e a rischio zero dai propri risparmi è possibile ma è molto difficile. Lo è ancora di più, se proiettato su un arco di tempo di diversi anni consecutivi e negli attuali mercati caratterizzati da tassi prossimi allo zero.

Nessun gestore di patrimoni garantisce rendimenti del 15% ai propri clienti. Qualche gestore li promette, è vero, ma promettere è diverso dal garantire. Altri gestori sventolano una buona performance storica, anche vicina o superiore a quel target. In genere, in questi casi la storia si limita a tre o cinque anni.

Di gestori con una performance storica almeno ventennale pari o superiore al 15% annuo, ce ne sono pochissimi. Quei pochi poi, di solito applicano commissioni di gestione così elevate da ridurre notevolmente la convenienza della loro stessa gestione.

Ottenere il 15% di rendimento annuo garantito e a rischio zero dai propri risparmi è possibile?

Chi invece possiede una carta di credito, implicitamente accetta per contratto di pagare un 15% annuo sul debito verso l’emittente della carta. Pensate che paradosso! Un padre di famiglia, senza magari alcuna formazione finanziaria, si assume un rischio ed un onere che nemmeno i migliori gestori finanziari professionali si azzardano ad offrire.

Molti investitori sperano di azzeccare l’investimento (o la speculazione) giusta che magari gli farà raddoppiare il capitale in poco tempo. Però poi, non si rendono conto di avere in tasca una o più carte di credito che gli stanno erodendo il capitale con interessi debitori pari al 15%.

Conclusioni

Siamo pur consci che la carta di credito o il credito al consumo siano spesso scelti anche per motivi di comodità. Ad esempio, consentono di non usare il contante nel primo caso o di posticipare dei pagamenti importanti nel secondo. Inoltre molte carte di credito offrono servizi accessori come accessi preferenziali a determinati servizi, assicurazioni viaggi, solo per citarne alcuni. Dovremmo allora chiederci se il costo di questa comodità sia congruo ai nostri obbiettivi di risparmio, investimento e rischio, rendimento.

In conclusione, anziché usare i propri risparmi per investire in Borsa, forse bisognerebbe dapprima usarli per ripianare il debito da carta di credito o da credito al consumo. Questa mossa da sola garantirebbe un rendimento su quei risparmi fino al 15%.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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