61° Salone Nautico, servono Bonus e pace fiscale per un settore fiore all’occhiello dell’Italia

Il 61° Salone Nautico di Genova chiude i battenti oggi nella città ligure con un ottimo bilancio di proposte e di presenze. Ma restano varie incognite da sciogliere per la nautica sul fronte normativo e sulla perdita di clientela estera di alto livello. Eppure sono tante le novità del Salone alla ribalta, sia sul fronte degli scafi che degli allestimenti, del design e gli accessori. Fra queste, la convincente collaborazione con il Salone Nautico di Venezia. Ecco i momenti chiave della kermesse, rilevati dalla Redazione Attualità di ProiezionidiBorsa.

Le novità visitate dal Ministro Maria Stella Gelmini

Uno degli eventi più importanti è stata la visita del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini che ha dichiarato: “Questo è un salone significativo: simbolo del saper fare, dell’eccellenza e della ripartenza. Apprezzo il grande impegno delle aziende nautiche per la sostenibilità, tema al centro del Piano nazionale di rilancio del Paese”. Ieri la Conferenza Nazionale sul Turismo Nautico ha ospitato una ricognizione sull’andamento del mercato. Ma anche sui temi cruciali che rendono la nostra proposta meno competitiva di quella estera.

La nautica italiana ha resistito a testa alta alla pandemia

61° Salone Nautico, servono Bonus e pace fiscale per un settore fiore all’occhiello dell’Italia. Vari relatori in questi giorni hanno messo più volte l’accento sulla nota dolente, la disomogeneità dell’applicazione dell’IVA in Europa. Fra questi la Presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli e il responsabile Rapporti istituzionali di Confindustria Nautica, Roberto Neglia. L’industria nautica vive un momento di grande crescita. Il comparto ha resistito a testa alta alla pandemia dopo la tragedia del Ponte Morandi oggi Ponte Genova San Giorgio.  La nautica italiana, oggi, rappresenta un importante pilastro del Made in Italy. Ma è il turismo costiero che langue: la clientela estera ha scelto altri lidi a causa delle misure anti-Covid.

Mancano i Bonus governativi e i tavoli sui nodi più difficili da sciogliere

Migliaia di operatori ora chiedono misure a vantaggio della filiera nautica turistica, mancano i Bonus governativi. I porti hanno recuperato grazie al turismo di prossimità, anche se non raggiungono i livelli del 2018. Ora servirebbe un colpo di spugna governativo sui nodi più difficili da sciogliere. L’onorevole Marco Buratti ha ricordato la chiusura del contenzioso sull’aumento dei canoni demaniali delle marine. Era un problema aperto dal 2007. Ma il peso dei pagamenti, anche se dilazionati, resta uno scoglio insormontabile. Soprattutto dopo la stagione turistica 2020 davvero disastrosa. Bisogna poi anche ragionare sulla estensione delle concessioni. Servirebbe un po’ di sicurezza per i sindaci fino al 2030/2033. Senza un supporto chi si arrischierà a fare dragaggi o riqualificazioni?

61° Salone Nautico, servono Bonus e pace fiscale per un settore fiore all’occhiello dell’Italia

Servono dunque professionalità idonee per la nautica, ma anche imprese innovative in grado di valorizzare il settore marittimo. Tra le iniziative più interessanti, Retimpresa ha effettuato una mappatura delle reti del comparto. “C’è necessità di fare sistema – sottolinea Alessandro Gianneschi, vicepresidente e presidente del settore Accessori di Confindustria Nautica.

Le reti d’impresa salveranno l’offerta italiana

Considerando che il 25% delle barche mondiali batte bandiera americana, gli operatori vogliono creare delle reti d’acquisto. Ad esempio nell’ambito degli accessori e della partecipazione alle fiere. Carlo La Rotonda, direttore di Retimpresa ha fornito i dati sui network. “Quest’anno evidenziamo un salto, un continuo aumento di collaborazioni tra  imprese nautiche. Nel 2020 sono cresciute del +13% rispetto all’anno precedente. La durata media dei contratti di rete è di 3 anni e 190 giorni.

Network dinamici da 33 mila addetti

Le imprese della nautica in rete sono 687: partecipano a 572 contratti e danno lavoro a 33 mila addetti. Siamo a quasi 2 miliardi di euro in valore aggiunto e oltre 7 miliardi se si considera il valore della produzione. Grazie a Unioncamere, tutti i  dati della piattaforma di Retimpresa sono aggiornati mensilmente. Risultano interessanti anche le 100 start up che propongono novità assolute.

Giocare la carta della sostenibilità ambientale

Ma agli stranieri piace lo sforzo ‘verde’ degli operatori della nautica italiana. La sostenibilità ambientale e la tutela della biodiversità sono argomenti chiave nel cartellone del 61° Salone Nautico. La tutela del mare si concretizza con la de-carbonizzazione dei propulsori marini. Per esempio con l’utilizzo di combustibili alternativi come idrogeno e metanolo. Ci sono poi la propulsione elettrica e quella ibrida. Stefano Pagani, responsabile dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica ne ha parlato nel l’workshop “Scafi puliti ” a cura dell’International Council of Marine Industry Associations, rappresentata da Albert Willemsen.

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