Nuove assunzioni per i docenti precari, un lavoro rischioso e sottopagato. Ne vale ancora la pena?

Nuove assunzioni per i docenti precari

I casi di violenza nei confronti degli insegnanti aumentano e le istituzioni si preoccupano. Qualcosa non va nel rapporto tra famiglie e scuole e intanto gli stipendi rimangono invariati.

Il 2023 potrebbe essere l’anno della svolta per gli insegnanti precari. Il piano per arrivare all’assunzione di 70 mila insegnanti necessita di qualche anno in più per la sua realizzazione. L’intenzione ora è quella di privilegiare chi ha avuto già esperienze di insegnamento e abbia avuto almeno 3 anni di servizio nelle scuole. Il Ministero dell’Istruzione ha fatto richiesta di rinvio alla Commissione Europea per l’obiettivo di 70 mila assunzioni che si potrà raggiungere solo nel 2025. Ci sono ritardi incolmabili nella riforma per il reclutamento, questo avvantaggia chi ha già avuto esperienze. 30 mila precari potrebbero essere assunti perché non c’è il tempo di bandire un nuovo concorso.

Intanto nei giorni scorsi è montata la polemica sulla violenza nei confronti dei docenti che caratterizza diverse scuole italiane. La docente colpita in classe da pallini di gomma è uscita allo scoperto raccontando il trauma e la sua difficoltà a riprendere con il lavoro. Ha fatto scalpore la denuncia presentata dalla donna nei confronti di tutta la classe. Quando si oltrepassano certi confini, i casi non possono essere risolti internamente.

Cosa succede nelle scuole?

Nuove assunzioni per i docenti precari ma anche tanti dubbi per chi sta intraprendendo questa carriera e si trova alle prese con notizie che riguardano violenze e cattivi comportamenti.  Sui social i commenti sembrano a favore degli insegnanti. Quando eravamo piccoli noi oltre a buscarle dall’insegnante le buscavamo anche da nostra madre. Questo il commento più diffuso. I genitori non possono colpire i figli e si rifanno sui professori? Non è esattamente così.

Esiste un’emergenza e lo ha dichiarato il Ministro Valditara. Secondo gli studi condotti ci sarebbe stata una rottura dell’alleanza tra le scuole e le famiglie. Queste non ritengono più le scuole fondamentali e giudicano gli atti dei figli con troppa leggerezza. I disagi che si vivono in famiglia vengono portati dentro le aule e quando si prendono provvedimenti nascono conflitti che sfociano nella violenza.

Rapporto docenti e famiglie

Rapporto docenti e famiglie-proiezionidiborsa.it

Nuove assunzioni per i docenti precari ma gli stipendi non decollano

Ne vale la pena fare l’insegnante visti i rischi che si corrono e gli stipendi che si prendono? Molti se lo stanno chiedendo. Un insegnante con 15 o 20 anni di servizio guadagnerebbe sui 1.600 € al mese. Uno con 21 o 27 anni di servizio arriva a 1.700 €. Con 28 anni si arriva a 1.900 €. Il problema è dei precari e di chi fa le supplenze e per intraprendere questa carriera supplenze e precariato non possono essere saltati.

Lo stipendio di un docente

Lo stipendio di un docente-proiezionidiborsa.it

Un precario guadagna 1.300 € al mese e chi fa le supplenze prende 600 € al mese. Ma sono proprio loro a rischiare di più perché hanno meno esperienza e minore abitudine a trattare con i casi più difficili. L’insegnante colpita dai piombini non era né precaria né in supplenza quindi l’episodio negativo può capitare a tutti. Si ha la sensazione che per fare l’insegnante si debba essere un po’ psicologo e un po’ esperto di arti marziali, ma gli stipendi non giustificano questo sforzo. E tanto meno sottolineano l’importanza del ruolo. Chi è in cerca di una cattedra deve ragionare con molta attenzione.

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