Non dimentichiamoci che se non chiediamo il rimborso IRPEF nel rispetto di questo termine e con queste modalità perderemo il diritto ad ottenere la restituzione delle tasse pagate in eccesso

Si può verificare che noi, anziché il Fisco, abbiamo da recuperare delle somme dallo stesso. Quindi, la situazione inversa a quella che solitamente si verifica. Ciò perchè, ad esempio, vi è stata una liquidazione errata del 730, oppure una detrazione non riconosciuta. Le ragioni possono essere diverse.

Tuttavia, il problema è se la domanda di rimborso possa essere fatta senza limiti di tempo o ci sia un termine di prescrizione che dobbiamo conoscere. Ebbene, esiste un termine per chiedere il rimborso IRPEF così come all’opposto ne esiste uno per pagare le tasse. Pertanto, non dimentichiamoci che se non chiediamo il rimborso IRPEF nel rispetto di questo termine e con queste modalità, perderemo il diritto ad ottenere la restituzione delle tasse pagate in eccesso.

Cosa fare in caso di mancato riconoscimento del rimborso IRPEF?

Anzitutto, detto rimborso spetta quando emerge un credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi. Di solito, il dritto al rimborso emerge facilmente nel caso del modello 730. Qui è direttamente il datore di lavoro o l’ente pensionistico che svolgono le operazioni di conguaglio, come sostituti di imposta.

Infatti, il rimborso dell’eccedenza risulta dal calcolo dell’imposta versata rispetto a quella effettivamente dovuta per quell’anno. In ogni caso, se il rimborso IRPEF non viene riconosciuto, il contribuente deve presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate.

La domanda può essere presentata allo sportello, inviata tramite PEC, email oppure attraverso i servizi telematici dell’Agenzia. Alla domanda occorre allegare la documentazione utile ad ottenere il rimborso e anche indicare le ragioni ad essa sottese.

Il termine per presentare l’istanza

Il termine per presentare l’istanza è di 48 mesi dalla data di versamento dell’imposta di cui si chiede il rimborso. Se la domanda viene accolta, la somma viene accreditata sul conto corrente, o tramite assegno emesso da Poste Italiane. Se viene respinta con provvedimento esplicito, si può ricorrere al giudice tributario entro 60 giorni.

In caso di silenzio rifiuto, che si forma entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza, il ricorso si presenta nei 60 giorni successivi.

Non dimentichiamoci che se non chiediamo il rimborso IRPEF nel rispetto di questo termine e con queste modalità perderemo il diritto ad ottenere la restituzione delle tasse pagate in eccesso

Il termine di prescrizione del rimborso IRPEF è quello ordinario di 10 anni. Questi decorrono dal momento in cui si è manifestata la volontà del rimborso o dall’opzione fatta nella dichiarazione dei redditi. Invece, nel caso di presentazione dell’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate, il termine di prescrizione si combina con quello di decadenza.

Di conseguenza, se il rimborso IRPEF non si richiede entro 48 mesi, il diritto di ottenerlo si perde per decadenza. Se invece si presenta la domanda nel termine di decadenza, inizia a decorrere quello di prescrizione decennale.

Approfondimento

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