L’Agenzia delle Entrate se ci sono queste incoerenze blocca i soldi tanto attesi del rimborso IRPEF sul conto

Con provvedimento del 24 maggio 2021, l’Agenzia delle Entrate mette in guardia i contribuenti, qualora vi siano incoerenze nella presentazione del modello 730. I consulenti di ProiezionidiBorsa, pertanto, illustrano ai Lettori il suddetto provvedimento e come si individuano le incoerenze. A molti non farà piacere perché l’Agenzia delle Entrate se ci sono queste incoerenze blocca i soldi tanto attesi del rimborso IRPEF sul conto.

In particolare, l’Agenzia riferisce che si prenderanno in considerazione gli elementi di incoerenza delle dichiarazioni dei redditi, qualora diano esiti a credito. Ovvero quelle presentate dai contribuenti modificate, in maniera significativa, rispetto alla precompilata e che incidono sull’ammontare del reddito o dell’imposta. Pertanto, in tali casi potranno, prima del rimborso IRPEF, essere assoggettati a controlli preventivi da parte del Fisco.

Elementi di incoerenza individuati

L’Agenzia delle Entrate, in particolare, nel fissare i criteri per individuare gli elementi di incoerenza, richiama l’art. 5 del D.Lgs.  n.175/2014. Quest’ultimo attribuisce all’Agenzia il potere di effettuare controlli preventivi all’erogazione del rimborso IRPEF. Ovvero, ogni qual volta la presentazione della dichiarazione contenga modifiche rispetto alla precompilata, con elementi di incoerenza o determinanti un rimborso superiore a 4.000 euro. E ciò, sia qualora a presentare la dichiarazione sia il contribuente direttamente, sia qualora sia il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale.

Quindi gli elementi di incoerenza sono:

  • scostamento di importi significativi emergenti dai modelli di versamento, Certificazioni Uniche, dichiarazioni dell’anno precedente;
  • altri elementi di importante incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterne;
  • modifiche che incidono a determinare il reddito o l’imposta;
  • la presenza di situazioni di rischio rilevate sulla base delle irregolarità riscontrate negli anni passati.

A molti non farà piacere perché l’Agenzia delle Entrate se ci sono queste incoerenze blocca i soldi tanto attesi del rimborso IRPEF sul conto

I controlli potranno avvenire in via automatizzata o con verifica della documentazione giustificativa, entro quattro mesi dalla presentazione della dichiarazione. Ovvero, entro il 30 settembre. Qualora il rimborso risulterà dovuto, entro 6 mesi successivi al termine previsto per la presentazione della dichiarazione. O dalla trasmissione se è successiva. Infine, come puntualizza l’Agenzia delle Entrate, anche le dichiarazioni presentate ai CAF o ai professionisti abilitati, possono essere oggetto di controlli preventivi.

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