Nel prevenire demenza senile e Alzheimer bisognerebbe evitare questa condizione che aumenterebbe le possibilità che queste malattie si manifestino

Il cervello è uno degli organi del sistema nervoso nonché tra i più importanti del corpo umano. Lo stesso gestisce diverse funzioni, quali pensiero, linguaggio, memoria, movimenti e tant’altro.

Oltre a risultare fondamentale, risulta anche alquanto complesso per quanto concerne il suo funzionamento nonché possibili degenerazioni.

Infatti, in alcuni casi, si potrebbero presentare compromissioni delle sue funzioni di diverso genere. Ad esempio la perdita della memoria a breve termine, che potrebbe dipendere da un disturbo provocato dalla carenza di una vitamina.

Molto spesso, però, vi è da dire che i disturbi che danneggiano il sistema nervoso, le cosiddette demenze, subentrerebbero con l’avanzare dell’età.

Tra le più note che agiscono in questo modo non si può non menzionare l’Alzheimer.

Potrebbero esservi, però, alcuni fattori che predisporrebbero alcune persone anziane a un maggiore rischio di sviluppare demenze senili.

Lo studio

Le demenze sono continuamente oggetto di studio e di indagine per ricavare quanti più dati possibili atti ad arginarne la diffusione.

Recente sarebbe una ricerca a tal proposito pubblicata sulla rivista scientifica Neurology dell’American Academy of Neurology e riportata da Fondazione Veronesi.

Questo nuovo studio avrebbe tenuto sotto controllo per quasi 12 anni 462.619 persone del Regno Unito con un’età media di 57 anni.

Di queste, 4.998 avrebbero sviluppato una forma di demenza.

Nel prevenire demenza senile e Alzheimer bisognerebbe evitare questa condizione che aumenterebbe le possibilità che queste malattie si manifestino

All’interno dell’intero gruppo, secondo quanto emerso, il 9% avrebbe vissuto in una condizione di isolamento sociale. Di questi, l’1,55% avrebbe sviluppato una forma di demenza, un dato che apparirebbe alto se confrontato con l’1,03% della restante parte dell’intero gruppo.

Ambiente e stile di vita, dunque, influenzerebbero le strutture del cervello.

Dalla ricerca risulterebbe che l’isolamento e la solitudine nelle persone anziane potrebbero agire in tal senso.

Queste condizioni provocherebbero un decadimento cognitivo e andrebbero a compromettere l’efficienza di alcune aree del cervello e ad atrofizzarle. Si ridurrebbe, infatti, il volume delle aree concernenti memoria e apprendimento. Ciò comporterebbe un aumento del rischio di demenza del 26%.

Al contrario, laddove età e genetica manifestassero maggiore propensione alla demenza, la socialità favorirebbe una migliore conservazione delle funzioni cognitive.

Dunque sarebbe importante nell’avanzare degli anni mantenere relazioni e avere spazi di condivisione con gli altri. Ciò potrebbe giocare un ruolo chiave nella prevenzione dell’Alzheimer e delle altre forme di demenza.

Nell’uomo, quindi, in quanto “animale sociale” secondo la famosa definizione di Aristotele, le interazioni sarebbero non solo parte integrante della vita, ma gioverebbero anche al cervello.

Ecco, dunque, perché nel prevenire demenza senile e Alzheimer bisognerebbe evitare questa condizione di isolamento sociale.

Approfondimento

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