Mai più semplice di così avere la pensione a 62 anni ma anche in questi altri casi

Una cosa che tutti pensano quando si parla di pensioni, è che il sistema italiano sia troppo rigido. La cronistoria delle varie riforme a cui il sistema previdenziale italiano è stato sottoposto, ha pesantemente inasprito i requisiti. Naturalmente sono molte le misure che consentono di ovviare a questa rigidità, ma spesso sono limitate come platea è molto penalizzanti come importo. Per questo dalla nuova riforma delle pensioni, gli italiani si aspettano più elasticità e meno rigidità.

Mai più semplice di così avere la pensione a 62 ma anche in questi altri casi

È stata la Quota 100 a portare per la prima volta a 62 anni l’età pensionabile per la generalità dei lavoratori. Nessun vincolo di platea, niente limitazioni a determinate tipologie di contribuenti o lavoratori. Certo, era necessario anche maturare almeno 38 anni di contributi versati, ma l’età prevista per la Quota 100 può essere definita un “unicum”. Proprio 62 anni è l’età che la stragrande maggioranza dei lavoratori hanno individuato come quella ideale per poter lasciare il lavoro. E la pensione a 62 anni è stata proprio la via più semplice per poter lasciare il lavoro anticipatamente rispetto ai requisiti ordinari. Una via cessata lo scorso 31 dicembre con la fine di Quota 100, che adesso è fruibile solo da chi ha cristallizzato il diritto entro lo scorso 31 dicembre.

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L’uscita a 62 anni anche nel 2023

62 anni è l’età di uscita di una misura che da tempo propongono i sindacati . Una misura senza penalizzazioni di assegno perché priva del fatto che bisogna applicare per forza di cose il calcolo contributivo. Una pensione che è aperta a tutti quanti raggiungono almeno 20 anni di contributi. Significherebbe una vera rivoluzione dal punto di vista previdenziale. Perché è mai più semplice di così avere la pensione ad una soglia anagrafica così bassa. Misura nettamente migliore della quota 102 attuale, che ha nei 64 anni l’età minima di uscita.

Inoltre, sarebbe nettamente migliore anche come storia contributiva, dal momento che sia per la Quota 102 di oggi che la Quota 100 di ieri servono 38 anni di contributi. Sulla fattibilità della misura c’è da ragionare, dal momento che se davvero entrerà in vigore nel 2023 una misura del genere, porterebbe ad un netto cambiamento anche dei requisiti ordinari. Permettere a tutti di uscire 5 anni prima già a 62 anni, soprattutto se la misura resterà priva di penalizzazioni, sarebbe una soluzione che tutti adotterebbero. Bisogna verificare la spesa pubblica, fattore determinante per il Governo, ma evidentemente poco determinante per i sindacati.

Approfondimento 

Molti non lo sanno ma con le Quote è più facile andare in pensione anche 5 anni prima

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