Maggiori tutele per alcuni lavoratori grazie ad una recentissima sentenza

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La Redazione di ProiezionidiBorsa ha trattato i rischi che corrono alcuni contribuenti a seguito di accertamenti fiscali. L’Erario ha infatti il potere di presumere redditi non dichiarati e comminare in autonomia le relative sanzioni. Questo accade, ad esempio, qualora il contribuente abbia un tenore di vita incompatibile con il proprio 730. Esistono però dei casi opposti, nei quali un libero professionista non riesce ad incassare somme correttamente fatturate. In questi casi al danno può aggiungersi la beffa poiché il Fisco può pretendere le tasse calcolate su importi non saldati. Insomma, un lavoratore autonomo rischia di pagare IVA e IRPEF anche se non riceve quanto dovuto da parte del committente. Sono però in arrivo maggiori tutele per alcuni lavoratori grazie ad una recentissima sentenza che interessa in particolar modo gli agenti di commercio.

Il contratto di agenzia

Il codice civile disciplina il contratto di agenzia con gli articoli dal 1742 al 1753. Il rapporto tra agente e proponente si basa su alcune caratteristiche generali, ovvero stabilità del rapporto e diritti di esclusiva ed alla provvigione. Le caratteristiche analizzate pongono l’agente monomandatario in una condizione subalterna rispetto all’impresa che rappresenta l’unica fonte di reddito per il lavoratore. Inoltre, l’obbligo di emettere fattura prima di aver ricevuto il relativo pagamento comporta anche un rischio fiscale. Ovvero di dover pagare imposte senza aver effettivamente incassato l’intero reddito dichiarato. Con la sentenza 244/2020, il tribunale di Forlì ha sottolineato il forte legame fiduciario di un contratto di agenzia. Un semplice inadempimento da parte del proponente può incrinare il rapporto professionale e comportare la sua risoluzione.

Maggiori tutele per alcuni lavoratori grazie ad una recentissima sentenza

Il tribunale ha stabilito maggiori tutele per alcuni lavoratori grazie ad una recentissima sentenza. La materia del dibattimento riguardava proprio il mancato saldo delle spettanze vantate da un agente nei confronti dell’impresa rappresentata. Secondo il giudice, un mandante ha l’obbligo di saldare le spettanze degli agenti con la massima puntualità. Un inadempimento considerato scarsamente rilevante in un rapporto subordinato potrebbe infatti causare la risoluzione del contratto di agenzia. Il mandatario potrebbe poi ottenere il ristoro dei propri crediti in tribunale. Quest’ultimo, però, dovrebbe comunque provvedere al pagamento delle imposte sul reddito fatturato senza alcun diritto al differimento di tali pagamenti.

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