In questo caso il Fisco può modificare il 730 e sanzionare il contribuente

In un recente approfondimento, la Redazione di ProiezionidiBorsa ha analizzato alcune situazioni che possono far luce su casi di evasione fiscale. Il rapporto tra automezzi circolanti e cittadini che non dichiarano redditi coerenti, ad esempio, fa presupporre possibili irregolarità fiscali. Nel nostro Paese l’economia sommersa è infatti estremamente diffusa, con gravi ripercussioni sui conti pubblici e sui contribuenti onesti. Gli 007 dell’Agenzia delle Entrate sono quindi alla costante ricerca di indizi per far emergere dichiarazioni non veritiere. In questo articolo analizzeremo una sentenza della Corte di Cassazione che rafforza il potere di indagine reddituale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Gli ispettori del Fisco potranno quindi continuare ad avvalersi dell’accertamento sintetico previsto dal P.P.R. 600/73 in sede di verifica. Insomma, in questo caso il Fisco può modificare il 730 e sanzionare il contribuente che ha omesso di dichiarare alcuni redditi.

Il redditometro

L’Agenzia delle Entrate utilizza specifici modelli statistici utili a ricostruire il reddito delle persone fisiche. Qualora questi calcoli differissero significativamente rispetto alla dichiarazione effettuata dal contribuente partirebbero gli accertamenti. La logica alla base del redditometro è che le spese sostenute da un soggetto devono essere sostenibili dal punto di vista reddituale. In altre parole, un tenore di vita incoerente con i redditi dichiarati potrebbe essere un indizio di evasione fiscale. Beni di lusso come auto di grossa cilindrata, immobili di pregio o imbarcazioni da diporto costituiscono quindi una base di indagini per l’Erario. Qualora il proprietario di beni particolarmente costosi non dichiarasse redditi elevati, potrebbe ricevere una contestazione fiscale. Infatti, in questo caso il Fisco può modificare il 730 e sanzionare il contribuente ritenuto infedele.

In questo caso il Fisco può modificare il 730 e sanzionare il contribuente

L’accertamento sintetico prevede che l’onere della prova sia in capo al contribuente oggetto di indagini. Il Fisco può quindi presumere un reddito superiore a quello dichiarato anche se non ha prove tangibili ma solo legittimi sospetti. Come, ad esempio, il possesso di beni di lusso apparentemente insostenibili con le entrate indicate nel 730. La Corte di Cassazione, con la sentenza 25341 dell’11 novembre 2020 ha confermato tale orientamento. Insomma, l’amministrazione finanziaria non deve produrre alcuna ulteriore prova in caso di verifiche che evidenzino difformità rispetto al redditometro. L’onere della prova spetta quindi al contribuente che dovrà dimostrare di aver utilizzato denaro legittimamente detenuto. L’incapacità di produrre idonea documentazione in tal senso conferma implicitamente il sospetto di evasione. Secondo i giudici in questo caso il Fisco può modificare il 730 e sanzionare il contribuente qualora le indagini evidenzino irregolarità.

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