Quali documenti servono per aprire un conto postale

La recente normativa ha reso necessario utilizzare un conto corrente per gestire le proprie finanze. Un rapporto bancario o postale è infatti la base per ricevere l’accredito di stipendi o altre spettanze. Inoltre, senza un IBAN è difficile effettuare pagamenti come bollette o canoni di locazione. Il conto corrente è anche uno dei requisiti necessari per richiedere una carta di credito od un mutuo. Insomma, senza un appoggio bancario o postale molte comuni operazioni finanziarie sarebbero precluse o molto difficoltose. Per ottenere l’apertura di un conto è però necessario fornire ad un Ente finanziario idonea documentazione. In questo articolo analizzeremo proprio quali documenti servono per aprire un conto postale, ovvero un’alternativa agli Istituti bancari.

Gli obblighi in capo alle banche

Il D. Lgs 90/2017 riprende la Direttiva UE 2015/849 in materia di identificazione della clientela da parte degli Istituti finanziari. Proprio questo decreto indica quali documenti servono per aprire un conto postale, bancario o con altro intermediario. Gli Enti finanziari devono infatti provvedere ad un’adeguata verifica dell’identità della clientela mediante un valido documento identificativo ed il codice fiscale. Chi non disponesse di questi documenti non potrà quindi richiedere l’apertura di alcun rapporto finanziario a nessun intermediario. La legge richiede, infatti, agli Istituti di vigilare sulle movimentazioni effettuate dai clienti provvedendo a segnalare eventuali attività sospette. La certezza sull’identità dei correntisti risulta quindi fondamentale per ottemperare a quanto imposto dalla normativa.

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Quali documenti servono per aprire un conto postale

Gli uffici postali necessiteranno quindi di un documento in corso di validità e del codice fiscale. Per i cittadini extracomunitari, gli impiegati potrebbero anche richiedere il permesso di soggiorno. Una volta censiti questi documenti, l’intermediario avrà accesso alle banche dati che forniscono una serie di informazioni finanziarie. Tra esse figurano l’elenco dei protesti e quello dei cattivi pagatori. Questi dati costituiranno parte integrante della documentazione e potrebbero impedire l’apertura di un conto corrente. Per sapere quanto dura un protesto e capire quali valutazioni effettuano le banche in materia, consigliamo la lettura di un recente approfondimento.

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