L’utilizzo eccessivo di questi comuni farmaci potrebbe aumentare il rischio di malattie al cuore, infarti ed ictus

La salute del nostro corpo si basa su un equilibrio delicato tra organi e funzionalità. Non dobbiamo mai dimenticare che questo delicato meccanismo è fatto di molti ingranaggi. Toccarne irresponsabilmente uno rischia di causare conseguenze non desiderate. Questo avvertimento non vale esclusivamente per ciò che fa male al nostro organismo. Ma anche per ciò che dovrebbe riportarlo alla salute, ovvero i medicinali. Anche questi vanno assunti nel rispetto delle evidenze scientifiche e degli studi effettuati.

Così le indicazioni fornite da AIFA e dagli esperti della Fondazione Veronesi ci ricordano che anche il ricorso ad antidolorifici ed antinfiammatori comuni deve avvenire con massima cautela. Il rischio infatti è che l’utilizzo eccessivo di questi comuni farmaci possa causare conseguenze indesiderate.

Lo studio

Negli ultimi anni sono sempre più vasti e capillari gli studi effettuati anche sui farmaci da banco, ovvero nel gergo del settore i cosiddetti medicinali FANS. Sono prodotti utilizzatissimi anche dagli italiani. Spesso vengono impiegati per il trattamento di stati dolorosi come il mal di testa ed i dolori articolari.

Si tratta di medicinali generici che possono essere richiesti in farmacia anche senza ricetta medica. Come riporta l’agenzia Italiana del Farmaco lo studio della rivista specializzata The Lancet ha evidenziato importanti conclusioni. L’abuso di alcuni farmaci antinfiammatori non steroidei quali l’Ibuprofene e il Diclofenac sono associati ad un aumento di infarto, ictus ed eventi di natura cardiovascolare che potrebbero portare alla morte. Per quanto concerne il Naprossene, invece, lo studio citato non dimostra un aumento del rischio.

Per i dolori cronici, dunque, la soluzione dovrebbe contemplare alternative. E questo vale tanto per i soggetti che soffrono già di problemi cardiovascolari che per quanti non ne hanno mai avuti.

L’errore da non commettere è non rispondere adeguatamente agli stati infiammatori. Come riportano gli esperti della Fondazione Veronesi la differenza la crea la lunghezza del trattamento. Non certamente l’impiego occasionale o non reiterato per periodi lunghi.

Questi medicinali da banco antiinfiammatori ed antidolorifici, infatti, indeboliscono il cosiddetto endotelio vascolare. Si tratta del tessuto interno delle vene che sta a contatto con il sangue. Questo aspetto può aumentare l’incidenza dei suddetti problemi.

L’utilizzo eccessivo di questi comuni farmaci potrebbe aumentare il rischio di malattie al cuore, infarti ed ictus

Questi validissimi consigli si abbinano sempre a due precauzioni universalmente valide. Coinvolgiamo il più possibile il nostro medico di base quando assumiamo medicinali. Informiamoci costantemente e adottiamo stili di vita consoni. L’alimentazione gioca un ruolo di primo piano in questo. E se notiamo alcuni sintomi strani, manteniamoci all’erta.

Notare 3 sintomi particolari potrebbe, ad esempio, aiutarci a scongiurare il rischio d’insorgenza di una malattia cronica molto insidiosa.

Lettura consigliata

Vampate di calore e secchezza vaginale in menopausa potrebbero ridursi con questi semplici consigli sulla dieta utili anche contro l’insonnia

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

Consigliati per te