L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia mette le ali all’oro, ma sul finire della settimana la spinta rialzista si spegne. Cosa fare?

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Il prezzo dell’oro venerdì ha chiuso in area 1.888 dollari dopo aver raggiunto il suo massimo a 17 mesi di circa 1.975 dollari giovedì. Secondo gli esperti di materie prime, il mercato ha scontato la tensione geopolitica causata dalla guerra Russia-Ucraina e ora l’attenzione si è spostata verso l’inflazione e il movimento del prezzo del petrolio. Questo spiega perché l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia mette le ali all’oro, ma sul finire della settimana la spinta rialzista si spegne.

Tuttavia, bisogna tenere d’occhio le notizie che arrivano dall’Ucraina. Un inasprimento del conflitto, ad esempio un maggiore coinvolgimento e un’azione militare della NATO, potrebbe innescare un forte movimento al rialzo nel prezzo del metallo giallo.

Prima di passare all’analisi grafica, diamo un’occhiata alla stagionalità delle quotazioni dell’oro negli ultimi 20 anni. Come si vede dal grafico seguente, il mese di marzo è quello con la minore probabilità (32%) di vedere la chiusura mensile dell’oro superiore all’apertura del mese. Questo aspetto, sebbene non abbia implicazioni dirette nel trading in quanto è solo una statistica, non bisogna trascurarlo nel definire un piano di investimento che coinvolga l’oro.

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L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia mette le ali all’oro, ma sul finire della settimana la spinta rialzista si spegne. Cosa fare secondo l’analisi grafica?

L’oro (prezzo in tempo reale) ha chiuso la seduta del 25 febbraio in ribasso del 2,01% rispetto alla seduta precedente a quota 1.887,6 dollari. La settimana, invece, si è chiusa con un ribasso dello 0,64%.

Time frame giornaliero

La proiezione rialzista in corso (linea continua) ha avuto una fiammata giovedì, ma poi ha subito dovuto cedere il passo a un ritracciamento che potrebbe manifestare i suoi effetti anche nelle prossime sedute. Come si vede dal grafico, infatti, è iniziata una fase ribassista (linea tratteggiata) che ha anche rotto al ribasso il I obiettivo di prezzo in area 1.900 dollari. Questo movimento ha la sua massima estensione in area 1.750 dollari.

L’unica precauzione per i ribassisti arriva dal fatto che la seduta di venerdì è stata di inside rispetto a quella precedente. Pertanto il suo impatto potrebbe essere depotenziato.

Al rialzo, invece, rimane sempre valido l’obiettivo in area 2.000 dollari.

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Time frame settimanale

Brutto segnale sul time frame settimanale visto che per la terza volta da dicembre 2020 area 1.911,4 dollari respinge l’attacco dei rialzisti. Diventa, quindi, molto probabile un ritorno delle quotazioni dell’oro in area 1.763,7 dollari. Una conferma in tal senso si avrebbe con una chiusura settimanale inferiore a 1.835 dollari.

I rialzisti, invece, scatterebbero nel caso di una chiusura settimanale superiore a 1.911,4 dollari.

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