L’importanza di sentire il minore in caso di affidamento esclusivo

La Costituzione e il Codice Civile prevedono l’obbligo dei genitori di crescere, mantenere ed educare i figli. Quest’obbligo è imposto prima dal diritto naturale, infatti è un istinto della natura stessa quello dei genitori di accudire i figli. Poi c’è la Legge, che vuole che i genitori mantengano ed educhino la propria prole. Quest’obbligo non si esaurisce fino a che i figli non acquisiscano l’autonomia economica. L’autonomia economica, ha spiegato più volte la Cassazione, non coincide con la maggiore età.

Infatti, l’obbligo di mantenimento non è collegato al raggiungimento di una certa età ma dipende da altri fattori. Secondo la Cassazione, infatti, l’obbligo di mantenimento termina quando il figlio diventa economicamente indipendente. Questa indipendenza economica coincide con il momento in cui il figlio trova un lavoro stabile.

Dunque, è intuibile come dipenda molto dal percorso di studi intrapreso. Se, ad esempio, un ragazzo sceglie di non frequentare l’università e di lavorare subito, potrebbe ottenere l’indipendenza economica già introno ai 20 anni. Se, invece, il giovane intraprende l’università, per trovare un lavoro stabile potrebbe arrivare ad avere 30 anni.

L’importanza di sentire il minore in caso di affidamento esclusivo

Secondo la Cassazione, i genitori devono mantenere il figlio, compatibilmente con le loro sostanze, anche in questo periodo. L’obbligo, però, termina se il figlio rimane inattivo senza cercare lavoro oppure si ostina a trovarne uno compatibile con il suo percorso di studi e non riesca, però, ad ottenerlo. A quel punto il giovane potrà continuare a studiare per il lavoro dei sogni ma dovrà mantenersi da solo.

Prima della maggiore età e dell’indipendenza economica, il figlio è minore. Per le decisioni che lo riguardano decidono di comune accordo i genitori. Se, però, i genitori si separano o divorziano entra in gioco il giudice. La Legge prevede che, in caso di separazione o divorzio, per decidere dei figli sia fondamentale sentire il loro parere. Dunque, la Cassazione, con la sentenza 2270 del 2017, ha rimarcato l’importanza di sentire il minore quando debba decidere sul suo affidamento.

L’importanza di sentire il minore secondo la Cassazione

Infatti, una volta che i genitori si separano o divorziano ci sono una serie di questioni da affrontare. Sia quelle economiche riguardanti, ad esempio, la divisione della casa familiare, o l’attribuzione dell’assegno divorzile. Ci sono, però, soprattutto le decisioni inerenti ai figli.

La Legge prevede che, ove i figli minori abbiano per l’età una consapevolezza di sé tale da parlare in un giudizio, devono essere sentiti dal giudice prima di decidere. Infatti, l’affidamento congiunto o esclusivo spesso dipende anche da ciò che dirà il minore al giudice.

Lettura consigliata

Non solo l’assegno di mantenimento, ma al figlio spetterebbe anche quest’altra somma di denaro se il padre si comporta in questa maniera scorretta

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