Le domande da fare al tuo consulente finanziario e le risposte che deve darti

Le domande da fare al tuo consulente finanziario e le risposte che deve darti. Chi è il consulente finanziario? E’ un professionista dell’ambito economico/finanziario. Che si prende cura degli investimenti dei clienti che si rivolgono a lui per la sua competenza in materia. Visto che i clienti, ovviamente, non ce l’hanno. Situazione identica ad altri servizi, dove ci si rivolge al professionista settoriale di turno.

Un consulente finanziario deve conoscere bene i propri clienti. E soprattutto il loro profilo rischio/rendimento. Per farlo, ha a disposizione il questionario MIFID. Le cui domande, da rivolgere al cliente, permettono una profilazione accurata del medesimo. Questo al fine di inquadrare al meglio le sue esigenze. E far sì che i prodotti che andrà ad inserire nel proprio portafoglio siano realmente quelli più adatti.

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Detto questo, vi proponiamo una lista di domande da fare al vostro consulente. Domande non per metterlo in difficoltà (ma anche sì…), ma per ottenere il miglior servizio di consulenza finanziaria possibile.

Le domande da fare al tuo consulente finanziario e le risposte che deve darti

Sei indipendente oppure no? E’ la domanda fondamentale. Se è indipendente, viene pagato a parcella. Come ogni altro professionista. Se non lo è, avrà un conflitto di interessi. Perché lavorerà per una Rete. E sarà portato a fornirvi i prodotti commercializzati da questa Rete. Che potrebbero non essere adatti a voi. Perché? Perché il consulente non indipendente è pagato a provvigioni dalla Rete stessa. Attraverso retrocessioni percentuali su quanti soldi gli affidate in gestione.

Come fai a profilarmi? Siccome il consulente vi farà le domande del questionario, stupitelo chiedendogli prima voi come farà a sapere cosa sia meglio per voi. Nel farlo, capirete meglio come funziona il tutto. E saprete di più anche sulla professionalità di chi vi sta di fronte. E sugli strumenti che usa.

Perché mi proponi proprio questo investimento? Se non è indipendente lo metterete in difficoltà per i motivi detti nella prima domanda. Ma vi risponderà con facilità, se è ben allenato, che è il meglio per voi. Ma voi insistete. Dovete capire bene perché vi proponga proprio quello. I soldi che ci mettete sono vostri, non suoi. E se perde la pazienza mentre ve lo spiega, è segno che non faceva per voi…

Perché hai scelto proprio questo strumento finanziario? Sembra la ripetizione di quello di prima, ma non è così. In questa domanda vi dovete concentrare sulla parola “strumento”. Può essere un fondo, un ETF, una polizza index o unit-linked, un titolo azionario od obbligazionario. Ma dovete capire perché il consulente abbia scelto proprio quel prodotto e non un altro.

Altre domande (scomode ma utili)

Quali rischi presenta questo investimento? La profilazione serve a capire quanto siete pronti a rischiare. Ma quali siano i rischi reali dovete saperlo bene. E meglio di voi deve saperlo il consulente. Per cui chiedeteglieli. E diffidate se esita a dirveli. O è mendace oppure poco preparato. E non è una buona notizia in nessun caso.

Quali sono i costi di quello che mi proponi? Domanda fondamentale. Perché i costi incidono sulla performance, insieme all’inflazione. E non sono eliminabili, ma solo contenibili. Per cui, chiedeteli. Perché se l’investimento che vi stanno proponendo renderà un 2% annuo, e i costi sono l’1,5%, potete sollevare ben più di un sopracciglio. Anche perché poi dovete aggiungerci l’inflazione…

Quali sono i costi della tua consulenza? Il consulente lo pagate voi. Che questo vi sia ben chiaro. A parcella se è indipendente. A percentuale su quanto gli affidate se non lo è. Quindi è bene sapere quanto vi costa il suo servizio. E se costa troppo per quello che vi sta dando, sentitevi liberi di confrontarlo con altri. O di rifiutare seduta stante. Non può certo obbligarvi a farlo solo con lui.

Perché mi stai proponendo proprio una gestione patrimoniale? Se ve la propongono, è una domanda d’obbligo. Perché i costi della consulenza possono essere nascosti in quelli di gestione. Sappiatelo. Quindi ci potrebbero (non sempre) essere degli obiettivi reconditi. Dovete capire se ci sono o se quel prodotto è davvero scelto perché sia il meglio per voi.

Un ultimo paio di domande

Perché stiamo cambiando il portafoglio? Da fare quando vi effettuano un ribilanciamento del portafoglio. Dovete capire se vi convenga davvero. O se c’è qualcosa sotto. Magari un nuovo prodotto che rende di più di altri al consulente non indipendente. Se non è così, saprà certamente motivarvela bene, con i numeri alla mano.

Chiedete qualsiasi cosa vi venga in mente. Ovviamente non è una domanda, ma un’esortazione. La persona che vi sta di fronte la pagate. Avete ogni diritto che vi fughi qualsiasi dubbio che possiate avere.

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