Le 3 malattie cardiache che danno diritto alla pensione di invalidità

Le 3 malattie cardiache che danno diritto alla pensione di invalidità

Non tutte le malattie cardiache danno diritto alla pensione di invalidità, solo a  3 di esse l’Inps riconosce una percentuale di invalidità totale. Ricordiamo difatti che la percentuale di invalidità cambia a seconda della ridotta capacità lavorativa e dell’inabilità nello svolgimento di mansioni quotidiane. Le patologie croniche e invalidanti al 100% sono le uniche per le quali l’Ente previdenziale eroga la pensione di invalidità. E ben sappiamo che non tutti i cardiopatici presentano un quadro clinico tanto compromesso da essere dichiarati inabili al lavoro.

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In un altro articolo abbiamo risposto ai lettori che ci chiedevano se “I cardiopatici hanno diritto all’invalidità e alla Legge 104”. E abbiamo riportato l’elenco delle agevolazioni e dei benefici che spettano in riferimento alle percentuali di invalidità. Vediamo adesso in due righe quali sono nello specifico  le 3 malattie cardiache che danno diritto alla pensione di invalidità. Ciò perché a seguito di interventi chirurgici all’apparato cardiocircolatorio l’assistito potrebbe perdere del tutto abilità lavorative e quotidiane.

Le 3 malattie cardiache che danno diritto alla pensione di invalidità

La prima patologia che conferisce il riconoscimento dell’invalidità totale coincide con l’aritmia grave, ma senza pace-maker. Si tratta di un disturbo che compromette il regolare ritmo cardiaco e che necessita di specifica terapia farmacologica. Esistono diversi tipi di aritmie, talvolta addirittura asintomatiche, che tuttavia espongono chi ne è affetto al rischio di ictus.

La seconda malattia cardiaca contempla le cardiopatie gravissime che riducono nettamente l’autonomia del paziente e lo ostacolano nella vita quotidiana. Sono tra le principali cause di morte fra uomini e donne di ogni età e spesso si manifestano con dolore al torace.

Le miocardiopatie o valvulopatie con insufficienza cardiaca gravissima rappresentano il terzo gruppo di malattie per le quali si riconosce una condizione di totale invalidità. Col Decreto Ministeriale del 5 febbraio 1992 il Ministero della Sanità ha approvato una tabella relativa al grado di invalidità da riferirsi alle specifiche patologie.

Si legge difatti che “la tabella fa riferimento all’incidenza delle infermità invalidanti, pertanto richiede l’analisi e la misura percentuale di ciascuna menomazione anatomo-funzionale e dei suoi riflessi negativi sulla capacità lavorativa”.

Dalla tabella risulta che miocardiopatie o valvulopatie con insufficienza cardiaca, cardiopatie e aritmie gravissime sono le 3 malattie che danno diritto all’invalidità totale.

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