Witch Day: Piazza Affari apre con un focus sui bancari

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Witch Day: Piazza Affari apre con un focus sui bancari.

Chiusura in calo per Piazza Affari ieri dopo un avvio fiacco e debole. L’umore è peggiorato nel pomeriggio, con Wall Street che ha aperto in calo, preoccupata per i casi di coronavirus che si moltiplicano ancora in vari Stati come l’Arizona e il Texas e delusa dai dati sui sussidi di disoccupazione, risultati superiori alle attese degli analisti.

Witch Day: Piazza Affari apre con un focus sui bancari

In questo scenario incerto ieri alla Borsa Italiana l’indice Ftse Mib ha chiuso in negativo ( -0,51% a quota 19.485,76 punti. Con i titoli bancari sotto osservazione. Prima di tutto Fineco (-3,4%) seguita a ruota da Bper a -3,2%. Kepler Cheuvreux che ha ridotto la raccomandazione da buy a hold e dunque un crollo era inevitabie. In frenata anche Banco BPM e Unicredit che hanno ceduto circa l’1,8 per cento. Sul fronte degli acquisti invece brilla Mediobanca che ha mostrato un rialzo dell’1,8 per cento. Oggi sicuramente gli occhi dei trader sono ancora sui bancari, in particolare Fineco, Unicredit e in positivo Mediolanum.

Gli acquisti di Unicredit

UniCredit che partecipato all’asta TLTRO III della Banca Centrale Europea, con l’assegnazione di 94,3 miliardi di euro a livello di Gruppo, in linea con l’importo massimo richiedibile, per supportare l’operatività dei clienti. L’ammontare è così ripartito: 51,3 miliardi UniCredit Spa, 25,7 miliardi UniCredit Bank AG, 15,4 miliardi UniCredit Bank Austria AG, 1,9 miliardi alle banche della CEE . Le operazioni in essere del TLTRO II, pari a 50,7 miliardi, saranno rimborsate entro fine mese. La partecipazione al TLTRO ha lo scopo di supportare i clienti del Gruppo UniCredit, conferma la banca di piazza Gae Aulenti. Ma i clienti impresa dicono che il braccino sui prestiti è sempre corto e che si trova più fiducia altrove, per esempio al Credito Valtellinese.

Su Mps qualcosa non torna

Passiamo a Banca Mps: gli analisti Imi hanno riflettuto sulla tabella di marcia annunciata dall’istituto senese per l’esecuzione del progetto Idra. E qualcosa non torna. Il piano prevede lo spin off di 9,7 miliardi di crediti deteriorati (NPL) di Mps ad Amco, in cambio di azioni Amco che andrebbero agli azionisti della banca senese. L’operazione sta per passare il vaglio della Bce, che potrebbe essere approvata in occasione dell’assemblea straordinaria di Mps entro la fine di luglio, ed essere finalizzata a ottobre. 

Questo scorporo si tradurrebbe in una riduzione del rischio significativa per il bilancio di MPS, facilitando l’integrazione di Mps in un altro gruppo bancario. Dall’altro lato però gli azionisti attuali di Mps riceverebbero le azioni Amco, che non sono quotate e che sarebbero più difficili da valutare. Qualcuno col cerino in mano dei crediti deteriorati ci deve restare no? Dunque stiamo attenti a leggere tutte le informazioni e a non confondere la vecchia Mps con la nuova Mps con zavorra che nascerà. Il titolo Mps è salito ieri di oltre +1% a 1,492 euro. Banca Imi ha emesso un rating hold sull’azione, a fronte di un target price “under review”.

Mediolanum insiste per gestire i soldi che i clienti tengono fermi in parcheggio

Passando a Banca Mediolanum (MIL: BMED), fresca di road show virtuale e di targe price a 7,80 euro, dobbiamo dire che nei primi cinque mesi del 2020, si registrano flussi netti in entrata di +4,58 miliardi, di cui +1,55 miliardi di AuM (asset under management, asset gestiti). Questi ultimi, in particolare, hanno performato bene ad aprile e maggio (+1,14 miliardi in questi due mesi).  Si può stimare che contributo positivo che arriva dai flussi netti continuerà a manifestarsi nei prossimi mesi. C’è anche in atto un progetto di rinnovamento degli asset non gestiti nel primo trimestre (apprezzato dagli analisti di Imi), attraverso la promozione del rendimento del 2% lanciata sui nuovi depositi a sei mesi.

Orecchio teso alle istanze dei clienti in difficoltà

Banca Mediolanum insiste però anche sulla sua immagine di banca sostenibile, attenta alle difficoltà dei clienti: l’attenzione è, in particolare, sulla vivace attività dei prestiti. Nonostante il lockdown, il gruppo ha erogato 1,08 miliardi di euro di nuovi prestiti nei primi cinque mesi dell’anno (erano 1,04 miliardi nello stesso periodo del 2019).  Bene anche il lancio di Flowe, un prodotto che combina innovazione e sostenibilità.

A fine 2020 Mediolanum dovrebbe totalizzare flussi netti in entrata per complessivi di 5,65 miliardi di euro. Sul fronte dividendi, si stima di poter distribuire 0,34 euro per azione dopo il 19 ottobre del 2020. Il pagamento avverrà automaticamente, se non ci sono nuove disposizioni previste da Bankitalia. Che, come è noto e in linea con la Bce, ha raccomandato la sospensione delle rimesse dividendi e delle operazioni di buyback. Le stime sul triennio 2020-22 sono per un aumento dei dividendi ordinari da 0,42 per azione nel 2020 a 0,45 euro per azione nel 2022.

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