L’Agenzia delle Entrate può prelevare dal conto corrente in caso di pignoramento

Se sei in debito con il Fisco è possibile che l’Agenzia delle Entrate vada a pignorare direttamente il tuo conto corrente togliendo i soldi presenti? Cosa si potrebbe fare in questi casi per evitare di ritrovarsi al verde nel giro di poche ore? Di seguito illustriamo le condizioni ed i casi in cui l’AdE agisce con il pignoramento diretto del conto corrente del risparmiatore.

Il prelievo dal conto corrente tra quali forme di pignoramento rientra?

A nessuno piacerebbe sapere che i propri soldi sul conto corrente sono esposti al rischio di un pignoramento. Tuttavia, quando il Fisco allunga la sua longa manus per rifarsi dei debiti pendenti, allora il debitore potrebbe correre dei seri rischi.

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Il prelievo dei debiti dal conto corrente del risparmiatore rientra tra i pignoramenti presso terzi. Si tratta di una forma di sottrazione di beni ed averi del contribuente che segue le regole indicate qui. L’Agenzia delle Entrate può prelevare dal conto corrente in caso di pignoramento.

Quali poteri conferisce la legge all’Agenzia delle Entrate

Con la normativa emanata dal D.L. 193/2016, convertito poi in legge 225/2016, si è stabilito il passaggio della riscossione da Equitalia all’Agenzia delle Entrate Riscossione. In questo modo, un ente controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, è diventato ufficialmente quello deputato alla riscossione fiscale.  Ad oggi, il nuovo ente detiene tutti i poteri stabiliti dal D.P.R. 602/73 e quelli fissati dall’art.3 del d.L. 193/2016. in buona sostanza, questo consente all’AdE Riscossione di acquisire maggiori informazioni dai dati Inps relativi ai contribuenti. Di conseguenza, in tale maniera può agire un pignoramento facendo ricorso ai dati presenti all’interno dell’Anagrafe Tributaria.

Come procede l’Agenzia delle Entrate al prelievo dal conto corrente del risparmiatore

L’Agenzia delle Entrate può prelevare dal conto corrente in caso di pignoramento, ma come fa? Anzitutto è bene precisare che questa forma di pignoramento ha luogo soltanto se l’Ente non può prelevare  beni mobili e/o immobili a garanzia del credito.

In ragione di un accorciamento delle lungaggini burocratiche, oggi il pignoramento diventa esecutivo in breve volger di tempo. Questo vuol dire che il risparmiatore può realmente trovarsi pignorate le somme dovute al Fisco nel giro di qualche ora. Nella misura in cui l’AdE notifica la cartella di pagamento, il pignoramento può aver luogo allo scadere dei 60 giorni concessi per il pagamento della cartella.

Che succede se l’AdE non torva i soldi necessari al saldo del debito sul conto corrente? In questi casi, procede ad un’altra via concessa per il pignoramento verso terzi: blocca le somme stabilite sullo stipendio o sulla pensione del risparmiatore. Questo vale fino al saldo totale del debito.

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