La pensione nel 2022 prevede un taglio sull’assegno e molti lavoratori saranno penalizzati 

La pensione è sempre al centro dell’attenzione e il Ministro del Lavoro Orlando ha riconosciuto che bisogna affrontare il problema. Ma ribadisce che al momento ci sono altre priorità. La preoccupazione che la pensione nel 2022 prevede un taglio sull’assegno e molti lavoratori saranno penalizzati, è forte.  Da quanto si evince dalle dichiarazioni del Ministro del Lavoro, la soluzione che eliminerà lo scalone dei cinque anni lasciata da Quota 100 è ancora lontana. Il problema più grande è la scarsità delle risorse e gli stanziamenti pubblici disponibili.

La pensione nel 2022 prevede un taglio sull’assegno e molti lavoratori saranno penalizzati

Secondo il Ministro Orlando, prima di affrontare la riforma pensione bisogna affrontare la riforma del lavoro e degli ammortizzatori sociali.

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Quindi, al momento le tante proposte presentate, saranno messe in stand by. Tutte le misure spingono verso una maggiore flessibilità in uscita e maggiore equità e sostenibilità.

Tante proposte ma i tempi sono lunghi

La nuova proposta di riforma pensioni presentata alla Camera, prevede dal 2022 una Quota 41 per tutti. Questo significa che la proposta elimina tutti i vincoli e le tutele per poter aderire a questa misura. Ma, il calcolo dell’assegno cambia stile e passa dal sistema misto al contributivo. Questa proposta ha creato un forte malcontento tra i lavoratori, in quanto il sistema contributivo prevede una diminuzione dell’assegno di circa il 25 – 30%.

Infine, nella proposta è prevista la sostituzione della quota 100 con la quota 102 con 64 anni di età e 38 anni di contributi. Nella proposta questa misura è prevista solo per i lavori particolarmente faticosi e pesanti, “lavori gravosi”.

Quindi, le tutele si riducono e si spostano dalla Quota 41 alla Quota 102. Spazzate via tutte le altre misure prorogate annualmente.

La riforma pensione, comunque, ha tempi lunghi e prevede uno studio approfondito, considerando anche la situazione che vive l’Italia. Ed è per questo che i sindacati chiedono al Ministro del lavoro Orlando, di attivare i tavoli tecnici per discutere dei vari temi previdenziali appena sarà possibile.

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