La paura fa Novanta e la Lettonia chiede militari alla NATO col rischio di innervosire Putin

Il prossimo giugno a Madrid è previsto il vertice dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord e in tale occasione la Lettonia vuol farsi sentire. Per timori rispetto alla vicina Russia, il Paese dell’Est chiederà alla NATO un cordone di protezione. Cioè circa 5000 uomini da schierare al confine convinti come sono che la Russia attacca «i deboli». Eppure, probabilmente la paura potrebbe essere infondata. Perché quando sente o vede uomini del Trattato Atlantico, Putin va su tutte le furie. Si sente accerchiato e, per usare una terminologia a lui cara, si sente «minacciato». Quindi paradossalmente la Lettonia potrebbe sortire l’effetto contrario. Cioè portare all’attenzione della Russia il Paese lettone al punto da autocandidarsi nella lista dei nemici. È vero che è realtà parte della NATO però essendo geograficamente collocata nell’areale baltico, Putin non gradirebbe certamente.

I Nove di Bucarest

La paura fa Novanta senza dubbio però è pur vero che alla luce dei fatti, la prevenzione è d’obbligo. Così pare che il gruppo dei Nove di Bucarest si incontrerà prima del vertice di giugno. Si tratta di 9 Paesi quali Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia. I nove, cercheranno insieme di organizzarsi in tema di sicurezza sempre in seno alla NATO. Intanto gli Stati Uniti avrebbero già inviato mezzi alla Lettonia. In particolare, si dice, di elicotteri anticarro AH-64 Apache.

La paura fa Novanta e la Lettonia chiede militari alla NATO col rischio di innervosire Putin

Chiaramente l’invio di elicotteri da parte degli States non significa in automatico il dispiegamento di forze NATO. Gli USA sono tra i Paesi fondatori dell’Organizzazione ma non sono l’equivalente tout court della NATO. Anche se verosimilmente a quanto già definito per alcuni Paesi dei Balcani, potrebbe esserci tale dispiegamento di forze (NATO) anche se non ci sono minacce specifiche da parte dello zar. Ma è sempre bene provare a prevedere l’imprevedibile e in tempi di guerra tutto viene meno. Ogni forma di pur velato rispetto istituzionale va al macero. E l’Europa progressivamente sta alzando le barricate di ferro.

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