La nuova truffa del codice via WhatsApp che ruba dati e numero di telefono

La nuova truffa del codice via WhatsApp che ruba dati e numero di telefono. Una truffa molto popolare a metà dal 2020 è stata quella del finto codice di sblocco. Si riceveva un messaggio che chiedeva di inserire un numero a sei cifre ‘inviato per sbaglio’. Tramite questo sistema il malintenzionato di turno riusciva ad avere accesso al device e ai suoi dati. Proprio in questi giorni, nel mese di dicembre, sta circolando una nuova versione di questa vecchia truffa sempreverde. La polizia postale riporta di decine e decine di persone, nel riminese, rimaste vittime di questo escamotage.

La nuova truffa del codice via WhatsApp che ruba dati e numero di telefono

L’enorme diffusione dell’app di chat WhatsApp la rende il bersaglio perfetto per tutta una serie di truffe informatiche. Molti malintenzionati, affidandosi anche al fatto che l’applicazione viene utilizzata soprattutto da adulti poco attenti alla sicurezza digitale, contano su questo per introdurre software pericolosi sui dispositivi bersaglio. Da qui riescono poi ad acquisire dati importanti: non solo il numero di telefono del proprietario, ma anche l’intera rubrica telefonica e molto altro.

Il trucco è sempre lo stesso, accompagnato dal solito messaggio “Ciao, ti ho inviato per errore un codice a 6 cifre, potresti rimandarmelo?”. Il testo potrebbe non essere sempre uguale, e variare: magari può contenere anche un link a siti esterni, ugualmente dannosi.
Il codice viene inviato per SMS. Il malcapitato che, ingenuamente, dovesse inviare questo codice si vedrebbe rubare il profilo WhatsApp.

La nuova truffa prevede anche la possibilità, tramite il profilo rubato, di accedere in remoto ai dati interni del telefono vittima, attraverso l’invio di alcuni software specifici che richiedono una sorta di ‘conferma d’attivazione’.

Ecco l’evoluzione

In tal modo il pirata informatico di turno potrà non solo appropriarsi del profilo e usarlo per diffondere ulteriormente il malware, ma anche introdursi nel device della vittima e rubare preziose informazioni come numeri di conti correnti, password e quant’altro. Le vittime nel riminese, ad esempio, hanno denunciato perdite per oltre 5mila euro.

Il consiglio rimane sempre quello di evitare l’apertura di link sospetti e di non condividere mai le proprie informazioni di login.

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