La BCE comprerà anche titoli spazzatura per risollevare l’economia

Il Covid-19 sta portando i bilanci pubblici di molti Stati europei a gonfiarsi di inevitabili spese per far fronte alla grave recessione economica in atto. Sembra chiaro che la BCE comprerà anche titoli spazzatura per risollevare l’economia.  Infatti se i debiti crescono succederà poi che parametri di bilancio comunitari (quali il rapporto debito/Pil) saliranno di molto per tutti. Sia per chi oggi parte da una situazione di comodo (diciamo sotto o prossimi al 100%, tipo Spagna, Francia, Portogallo) sia per chi, come Grecia e Italia, parte già con bei fardelli. Il rischio per tutti? È che alla prossima – e imminente – tornata di giudizi delle agenzie di rating ci sia una pioggia di declassamenti nei giudizi. Il che è un guaio per la BCE, che fino a ieri non poteva comprare i c.d. titoli “junk”, spazzatura, ovvero sotto certi giudizi (per la precisione: sotto la BBB-). Da qui la mossa da precedente storico: rimuovere questo paletto, anticipare tutto e tutti, tenersi le mani libere di agire anche per il futuro prossimo imminente.

La nota della BCE

Ieri sera l’Istituto di Francoforte aveva comunicato tale sua decisione al mercato con una nota. In cui avvisava che accetterà (pro tempore fino a settembre 2021), come garanzia a fronte della liquidità fornita alle banche, bond governativi colpiti da eventuale downgrade. Che fino a ieri era per lei uno spartiacque sacro tra il “comprabile” e il rigetto totale. Di cui una minima e circoscritta anticipazione la si era avuta già lo scorso 7 aprile, quando furono ammessi i titoli di Stato greci come collaterale. La stessa nota aggiunge poi che la BCE, se necessario, potrà decidere di adottare altre misure al fine di assicurare l’implementazione della sua politica monetaria in tutti gli Stati dell’Eurozona.

Il precedente di Mario Draghi

La misura della signora Lagarde è a dir poco storica e costituisce una novità assoluta e senza precedenti. Paragonabile, sotto certi aspetti, alla portata storica di quel fatidico “Whathever it takes” pronunciato da Mario Draghi nel momento più cupo della crisi finanziaria. Era il 26 luglio 2012 quando a Londra l’ex governatore BCE fece capire chiaro al mercato che qualunque cosa fosse successa ai Paesi periferici dell’UE, il suo Istituto sarebbe corso in soccorso. Erano infatti gli anni dominati dallo spread alle stelle (in Italia intorno ai 400 punti circa), che mettevano a repentaglio la tenuta delle singole nazioni e dell’Unione nel complesso. Ecco: sotto l’aspetto della “novità epocale”, le due misure possono ritenersi collegate da questo filo conduttore. Pur essendo, ovviamente, diverse negli specifici contenuti.

I declassamenti delle agenzie di rating sono concreti?

Al momento non può che essere un lecito quesito. Ma due semplici considerazioni portano a ritenerlo più che fondato. Primo: negli ultimi anni le agenzie di rating avevano più volte annunciato di declassare il giudizio su Paesi e/o sui loro debiti pubblici. Ma gli annunci erano puntualmente rientrati. Senza che questo significasse un miglioramento della situazione interna degli Stati posti sotto osservazione. Sarà possibile conservare questo stato di cose anche da qui a dicembre? Molti dubbi. Secondo: la mossa a sorpresa (anzi: epocale) della BCE tradisce – indirettamente – il fatto che anche il prossimo scenario macroeconomico cambierà. Al punto che la BCE comprerà anche titoli spazzatura per risollevare l’economia Il coronavirus. Il coronavirus ha cambiato per sempre le vite di tutti noi. Ma è verosimile che altrettanto avverrà anche alle economie nazionali e mondiali. Nessuna esclusa.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

Consigliati per te