La BCE ha varato il suo nuovo programma di acquisto di bond

Nella riunione del consiglio direttivo della scorsa settimana, la BCE ha varato il suo nuovo programma di acquisto di bond, denominato TPI (Transmission Protection Mechanism), un meccanismo di protezione della trasmissione della politica monetaria, volgarmente definito “scudo anti-spread”. Lo strumento, del quale la BCE non ha ancora definito tutti i dettagli, dovrebbe attivarsi qualora le condizioni dei mercati dei bond fossero talmente eccezionali da mettere in pericolo la trasmissione delle scelte monetarie di Francoforte all’economia reale dell’eurozona. La frammentazione del mercato dei titoli di Stato sarebbe quindi un impedimento serio a questo meccanismo di trasmissione, secondo le motivazioni fornite dalla BCE. In attesa, se mai arriverà, della mutualizzazione dei debiti degli Stati membri, l’unica soluzione che eliminerebbe per definizione il rischio frammentazione, ecco che l’acquisto asimmetrico dei titoli degli stati che subiscono uno spread elevato diventa così il second best.

L’intervento della Banca centrale non sarà però un pasto gratuito per gli Stati che lo otterranno.

Una serie di rigide condizionalità è infatti prevista per poter dare l’avvio al programma:

1) rispetto del quadro di bilancio dell’UE: non essere soggetto a una procedura per i disavanzi eccessivi (EDP), o non essere valutato come non aver intrapreso un’azione efficace in risposta a una raccomandazione del Consiglio dell’UE ai sensi dell’articolo 126, paragrafo 7, del trattato sulla Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE);

2) assenza di gravi squilibri macroeconomici: non essere soggetti a una procedura per gli squilibri eccessivi (EIP) o non essere valutati come non aver adottato l’azione correttiva raccomandata in relazione a una raccomandazione del Consiglio dell’UE ai sensi dell’articolo 121, paragrafo 4, TFUE;

3) sostenibilità di bilancio: nell’accertamento della sostenibilità della traiettoria del debito pubblico, il Consiglio direttivo terrà conto, ove disponibili, delle analisi di sostenibilità del debito della Commissione Europea, del Meccanismo Europeo di Stabilità, del Fondo Monetario Internazionale e di altre istituzioni, unitamente all’analisi interna della BCE;

4) politiche macroeconomiche sane e sostenibili: rispetto degli impegni presentati nei piani di ripresa e resilienza per il dispositivo per la ripresa e la resilienza e con le raccomandazioni specifiche per paese della Commissione europea in ambito fiscale nell’ambito del semestre europeo.

La BCE ha varato il suo nuovo programma di acquisto di bond

Come si può facilmente vedere, per poter accedere al programma, uno Stato dovrà quindi avere delle finanze pubbliche in ordine, in particolar modo il debito pubblico, la cui sostenibilità sarà valutata insindacabilmente da una Troika formata da Commissione Europea, Meccanismo Europeo di Stabilità e Fondo Monetario Internazionale, non propriamente un trio famoso per la sua clemenza nel valutare le finanze dei paesi più indebitati.

Inoltre, il richiamo esplicito ai vincoli di deficit publico e alle procedure per deficit eccessivo sembrerebbe far presupporre come l’agognata riforma del Patto di Stabilità e Crescita, sostenuta di recente dall’asse Italo-francese, probabilmente, non verrà fatta. Una vittoria per i falchi del Nord. Alla fine, l’impressione generale che si ha dalla lettura del programma è che il questo possa produrre nel paese ad esso assoggettato un pericoloso effetto stigma sui mercati del debito. Ragion per cui, c’è da sperare fortemente che l’Italia non ne faccia mai ricorso.

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