Incredibile quanto si guadagna con 10.000 euro in 2 o 3 anni tra buoni postali o titoli di Stato 

rendimenti

Il recente rialzo dei rendimenti sui titoli di Stato ha rimescolato le carte e infranto alcune considerazioni che hanno accompagnato il 2021.

Per una serie di ragioni, da settimane il mercato sta vendendo i titoli di Stato. Una prima conseguenza è che i rendimenti si sono fatti più interessanti, inclusi quelli dei bond con ricche cedole. Prezzi e rendimenti hanno dinamiche inverse: quando i primi salgono i secondi scendono e viceversa. Pertanto, mentre l’anno scorso i rendimenti sui titoli di Stato erano spesso negativi sulle scadenze tra i 4 e i 6 anni, oggi la situazione è mutata.

Vediamo come e di quanto. Scopriremo, infatti, che è incredibile quanto si guadagna con 10.000 euro anche sulle scadenze molto corte.

Punti di comunanza e di divergenza tra buoni fruttiferi e BTP

I soldi investiti su entrambi gli strumenti confluiscono nelle casse dello Stato. Infatti i buoni vengono emessi da Cassa Depositi e Prestiti (Poste Italiane si occupa solo di distribuirli) e i BTP dal Tesoro. Quindi  il debitore è sempre lo Stato, che offre la sua garanzia su questi soldi raccolti sul mercato.

Entrambi gli strumenti hanno inoltre una tassazione agevolata al 12,50% e sono esenti da imposta di successione.

Quanto alle differenze, la prima attiene al profilo commissionale. I prodotti emessi da CDP non hanno costi di sottoscrizione, gestione e rimborso. Sui titoli di Stato si pagano le commissioni al proprio intermediario, salvo le eccezioni previste dal MEF. Un’altra divergenza riguarda gli interessi: i buoni li riconoscono solo all’atto del riscatto del prodotto, mentre i BTP ogni 6 mesi.

Un’altra differenza riguarda il riscatto dei due strumenti. Mentre i buoni rimborsano in qualunque momento il 100% del capitale versato, per le obbligazioni questa certezza sussiste solo a scadenza. Prima di questa data tutto dipende dalle quotazioni di mercato all’atto della vendita.

Infine, ricordiamo che abbiamo già visto come scegliere i buoni fruttiferi in base alla durata e massimizzare i rendimenti.

Incredibile quanto si guadagna con 10.000 euro in 2 o 3 anni tra buoni postali o titoli di Stato

Arriviamo ad analizzare i rendimenti. Mentre per i buoni essi sono fissi e crescenti, sui titoli influiscono le dinamiche di mercato. In questo momento storico essi sono diventati positivi anche sul tratto corto della curva.

Sulla durata a 2 anni consideriamo il buono ordinario e il BTP pari durata.

Il prodotto di Stato emesso tramite CDP rende lo 0,05% lordo al termine del secondo anno. Il prodotto emesso tramite il Tesoro, invece, venerdì ha chiuso a circa lo 0,26% netto.

Sulla durata a 3 anni, il buono 3X4 offre al termine del primo triennio lo 0,10% lordo. Il BTP pari scadenza ha chiuso venerdì allo 0,48% netto.

Lo scenario, come si vede, è mutato a favore dei titoli di Stato. Fino a qualche settimana fa la situazione era invertita. I rendimenti dei buoni fino ai 4-5 anni, infatti, superavano quelli dei bond.

Approfondimento

Per chi ha soldi sul conto corrente questi titoli di Stato offrono buoni interessi e la possibilità di guadagnare.

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