In pensione dopo il congedo straordinario con Legge 104, l’assegno subisce una penalizzazione?

Il lavoratore che assiste un familiare disabile in situazione di handicap grave (Legge 104), può fare richiesta del congedo straordinario Legge 151. Questo congedo è di due anni e può essere fruito anche non in modo consecutivo. Questa prestazione è retribuita e coperta da contribuzione figurativa. Ma cosa succede ai fine della pensione dopo il congedo straordinario con Legge 104, l’assegno subisce una penalizzazione? Verifichiamo gli effetti negativi sulla pensione.

Congedo straordinario con Legge 104 e contributi figurativi

Come sopra specificato, al lavoratore in congedo straordinario con Legge 104, in busta paga non sono trattenuti contributi. Infatti, il datore di lavoro non deve versare contributi sull’indennità corrisposta. Inoltre, l’intero periodo di astensione lavorativa per congedo Legge 151 è coperto da contribuzione figurativa. Quindi, il reddito prodotto per tale periodo non è soggetto a trattenute previdenziali, ma è invece, tassato ai fini fiscali.

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In pensione dopo il congedo straordinario con Legge 104 l’assegno subisce una penalizzazione? In riferimento alla pensione bisogna fare alcune considerazioni. Il congedo straordinario prevede un tetto massimo di accredito dei contributi figurativi. Nello specifico, nell’anno 2020, i limiti sono: accredito massimo di contributi figurativi annui di 12.092,89 euro a fronte di un’indennità annua massima di 36.645,11 euro.

Il limite contributivo è una conseguenza negativa per le pensioni che derivano da stipendi più alti. Un altro fattore da considerare sono le quote della pensione calcolate con il sistema contributivo. In effetti, i lavoratori che hanno retribuzioni elevate non subiscono una reale perdita, in quanto il montante contributivo può solo aumentare e non diminuire. L’aumento ci sarà, però, in misura minore rispetto alla normale attività lavorativa (cioè, senza congedo).

In pensione dopo il congedo straordinario con Legge 104, l’assegno subisce una penalizzazione?

Considerando in prospettiva la perdita sull’assegno pensionistico a causa del congedo straordinario, si può verificare la seguente situazione:

a) una minore contribuzione accreditata;

b) un minore montante contributivo, rispetto al montante che avrebbe accumulato senza fruizione del congedo straordinario con Legge 104,

c) un assegno pensione minore, poiché l’assegno pensionistico si ottiene moltiplicando il montante contributivo con il coefficiente in base all’età. Quindi, più basso il montante, più bassa è la pensione.

Un aspetto negativo può riscontrarsi anche nelle quote calcolate con il sistema retributivo (quota A e quota B). In effetti, l’indennità riconosciuta per il congedo può risultare penalizzante per il lavoratore che possiede al 31 dicembre 1995 almeno 18 anni di contribuzione, quando il periodo di aspettativa riguarda gli ultimi 5 o 10 anni prima della pensione.

Consigliamo a coloro che sono prossimi alla pensione, e usufruiscono del congedo straordinario Legge 151, di controllare la propria situazione contributiva considerando il fattore temporale dei versamenti. Consigliamo di recarsi presso un patronato o rivolgersi alle associazione di categorie.

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