In pensione a 65 anni con le minime a 1.100 euro al mese con la riforma che fa invidia all’Italia

In Italia la riforma delle pensioni punta dritto all’uscita a partire dai 64 anni di età. Una estensione della pensione anticipata contributiva a tutti i lavoratori che fa discutere soprattutto per un aspetto. Il Governo intende inserire delle penalizzazioni. E la scelta è tra un completo ricalcolo contributivo o una penalizzazione lineare per anno di anticipo nell’ordine del 2,5% o del 3%. Tagli che i sindacati non vogliono, a prescindere dal fatto che per le parti sociali l’età di uscita per la flessibilità dovrebbe essere di 62 anni. In Francia però pensano ad una riforma ben diversa che in Italia fa invidia mentre a Parigi contestano. Già sull’importo della pensione minima se si guarda dal punto di vista italiano, le lamentele dei cugini d’oltralpe sembrano esagerate.

In pensione a 65 anni con le minime a 1.100 euro al mese con la riforma che fa invidia all’Italia

In Francia ormai siamo prossimi alle nuove presidenziali, visto che Macron sta per finire il suo mandato. Al Governo che verrà si vuole regalare una riforma delle pensioni. In Francia se ne parla da tempo, perché le scene delle piazze in protesta sono fresche nella memoria di tutti. E la popolazione francese scese in piazza proprio per protestare con l’innalzamento dell’età pensionabile da 62 a 64 anni.

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In Italia invece siamo ancora fermi alla riforma Fornero del 2011, con la pensione di vecchiaia a 67 anni di età e con le misure flessibili che non esistono. In Italia la Quota 100 è cessata nel 2021 tra mille polemiche. A dire il vero, maggiori polemiche si sono registrate durante i tre anni di funzionamento della misura piuttosto che per la sua cancellazione. Oggi in Italia come misura flessibile c’è solo la Quota 102, che però parte dai 64 anni e di flessibilità ha ben poco visto che servono ben 38 anni di contributi versati.

In Francia stanno pensando di varare una soluzione che parta dai 65 anni di età. Parliamo di età pensionabile e non di flessibilità. Infatti in Francia dovrebbero far rimanere a 62 anni l’uscita flessibile, con un taglio di assegno, ma sempre a 62 anni.

Le differenze tra Francia e Italia

In Italia non ci sono solo l’età pensionabile o la mancata flessibilità tra i problemi del sistema. C’è anche la pochezza delle cifre per quanto riguarda le pensioni. Le minime in Italia sono ben al di sotto della soglia della povertà che secondo ISTAT è pari a 780 euro al mese. La pensione minima 2022 è pari a 523,83 euro al mese. In Francia pensano di far andare i lavoratori in pensione a 65 anni e con 1.100 euro al mese. Non una differenza da poco. Sacrificare anche un anno in più di età pensionabile per una pensione minima superiore a 1.000 euro non è certo una cosa da far storcere il naso. In Francia però già si annunciano nuove proteste.

Approfondimento

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