Il futuro delle pensioni tra Quota 104 e Quota 41 per tutti

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Nuova campagna elettorale, nuovo governo e novità su fisco, tasse e pensioni. È praticamente inevitabile che di fronte a grandi cambiamenti come quelli a cui il Paese Italia si accinge il 25 settembre (data per le nuove elezioni politiche), anche le pensioni verranno influenzate. E ciò che inizia ad emergere è il futuro delle pensioni tra Quota 104 e Quota 41 per tutti. È quello che si evince dalle proposte che iniziano a trapelare dalle prime bozze dei programmi elettorali dei partiti.

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Il futuro delle pensioni tra Quota 104 e Quota 41 per tutti

Oggi andare in pensione senza limiti di età ha una sola via aperta a tutti ed un’altra assai limitata. La via disponibile per tutti i lavoratori è quella della pensione anticipata ordinaria, che nel caso degli uomini si ottiene con 42 anni e dieci mesi di contributi versati, mentre nel caso delle donne si centra con 41 anni e 10 mesi di contributi versati. Per chi ha iniziato a versare i contributi prima dei 19 anni di età, e svolge o ha svolto un’attività gravosa, oppure è invalido, disoccupato o ha degli invalidi conviventi a carico c’è la Quota 41. Ed è proprio quest’ultima la misura che per esempio la Lega vorrebbe introdurre nel sistema, slegandola da tutti quegli altri requisiti prima citati. Una Quota 41 per tutti infatti è la soluzione che la Lega da tempo propone. E che dovrebbe fare capolino nel programma elettorale del Carroccio.

Una nuova pensione anticipata con 41 anni di contributi versati, ma per tutti i lavoratori

Si tratterebbe in buona sostanza di un’autentica e nuova pensione anticipata. Infatti è inevitabile che una misura di questo tipo andrebbe a depennare dall’ordinamento quella pensione anticipata che la riforma Fornero nel 2011 varò in sostituzione per le pensioni di anzianità. Una misura che ridurrebbe l’ammontare complessivo della carriera contributiva utile ai lavoratori senza limiti di età. Quasi due anni in meno per gli uomini e una decina di mesi per le donne.

Prima quota 100, poi quota 102 ed infine quota 104

In una escalation che probabilmente piacerà a pochi, c’è chi proporrà la Quota 104. La pensione per quotisti, data dalla somma di età e contributi versati, partendo da una determinata soglia per entrambi i requisiti, si allontanerà sempre di più dalla celebre Quota 100. In questo caso sembra che sarà Forza Italia a spingere verso una misura del genere. Non è ancora chiaro quali saranno i due requisiti che sommati dovranno dare 104, ma resta il fatto che ci si allontana sempre più dalla combinazione 62+38 della quota 100 di matrice leghista nel primo governo Conte.

Infatti già quest’anno con la Quota 102 la combinazione era passata a a 64+38. E la situazione potrebbe peggiorare. La Quota 100 fu varata dal primo Governo Conte. E proprio il Movimento 5 Stelle, con il suo leader Giuseppe Conte dovrebbe proporre un’uscita a 63 anni, flessibile e con l’obbligo di ricalcolo contributivo della prestazione. Ed in più dai pentastellati continua con la proposta di quella notevole agevolazione relativa al riscatto completamente gratuito della laurea. Il futuro delle pensioni quindi inizia a delinearsi, ma è ancora tutto da scrivere.

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Cosa sono i contributi silenti per le pensioni e come non perderli

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