I soldi finiti nelle tasche dei professionisti una tantum

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I soldi finiti nelle tasche dei professionisti una tantum grazie al Covid-19. I ministeri del Lavoro e dell’Economia hanno verificato quante domande sono giunte per ottenere il bonus da 600 euro per il mese di aprile. Questo aiuto di Stato sotto forma di una tantum fa il paio con quello percepito a marzo. I professionisti hanno percepito i 600 euro a marzo e per il mese successivo non hanno dovuto fare nessuna domanda.

Quanti professionisti hanno percepito soldi?

Per il mese di aprile secondo i dati presenti al Ministero e inviati dalle casse private, sono 20969 i professionisti che hanno presentato domanda. 15mila sono state accolte, 459 respinte e il resto sono in attesa di chiarimenti. Purtroppo sono cambiati i requisiti di accesso per ottenere le indennità. Ad oggi lo Stato ha elargito (sulla carta ndr)  a titolo di sovvenzione ai professionisti  circa 292 milioni.

I dubbi restano

L’Adepp che riunisce tutte le casse previdenziali private ha dubbi su vari punti. Tre le questioni sollevate il versamento automatico. Le casse non sanno come comportarsi in questo caso quando non ci sono più i requisiti. Inoltre non è chiaro a quale reddito fare riferimento per aprile. Il motivo è semplice: a marzo il decreto si riferiva a reddito complessivo, in quello successivo al reddito professionale.

Le casse dopo aver anticipato ora attendono i soldi

Sia per il bonus da 600 euro di marzo che per quello di aprile le casse private hanno sostituito lo Stato. I soldi sono stati anticipati dalle casse previdenziali private. Lo Stato non ha ancora erogato i fondi.

La polemica infinita

La battaglia per ottenere l’accesso al fondo perduto per i professionisti iscritti alle casse previdenziali non ha avuto gli effetti sperati. I soldi finiti nelle tasche dei professionisti una tantum sono una realtà solo grazie alla disponibilità economica delle relative casse ordinistiche.

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