I redditi dei figli minorenni vanno dichiarati in questo modo

Ogni contribuente, con cadenza annuale, è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi per il conguaglio dell’IRPEF. In alcuni casi in 730 non è obbligatorio, come ad esempio per il dipendente che ha un solo sostituto di imposta e nessun altro reddito. In alcuni casi, invece, è obbligatoria la presentazione. È il caso di chi cambia lavoro durante l’anno o di chi svolge un doppio lavoro. Ma anche di chi perde il lavoro e percepisce per alcuni mesi dell’anno la NASPI. Ma cosa accade se il nucleo familiare ha soldi che provengono da figli minorenni? Bisogna fare molta attenzione ai redditi dei figli non ancora maggiorenni perché in alcuni casi vanno dichiarati.

Il genitore è tutore del figlio

Se un figlio maggiorenne lavora ed ha un reddito proprio non è un problema a livello di dichiarazioni fiscali. Sarà egli stesso, infatti, a presentare la sua dichiarazione dei redditi per il pagamento delle tasse. Il figlio maggiorenne che ha un reddito proprio, infatti, presenterà il proprio 730 annualmente e sarà a posto con il Fisco. E i genitori non devono dichiarare queste entrate, perché la dichiarazione fiscale è solo sui redditi personali.

Ma cosa accade se ad avere un reddito è un figlio minorenne? Magari un ragazzo che non ha ancora compiuto i 18 anni è assunto con un contratto di apprendistato o di tirocinio. O, ancora, un figlio che riceve la pensione di reversibilità di un genitore deceduto. Come si deve comportare il genitore, tutore del figlio, nella dichiarazione di questi redditi? È un aspetto molto delicato perché bisogna fare una distinzione tra redditi per i quali c’è l’usufrutto legale del tutore e quelli per cui non c’è.

I redditi dei figli minorenni vanno dichiarati in questo modo

Nel caso i redditi e i beni dei figli minorenni ricadano nell’usufrutto legale dei genitori questi ultimi devono inserirli nella propria dichiarazione dei redditi. Nel caso, invece, i beni e i redditi siano esclusi dall’usufrutto legale si dovrà presentare la dichiarazione separata. A nome del minore ma presentata dal genitore tutore. Se entrambi i genitori sono tutori, è sufficiente che a presentarla sia solo uno dei due.

La distinzione è importante perché nel caso di usufrutto dei beni, il genitore pagherà le tasse sul reddito complessivo formato dai propri redditi e quelli del minore. Nel secondo caso, invece, le imposte saranno calcolate in modo separato. E i redditi, quindi, non si sommano. E non alzano lo scaglione reddituale e l’aliquota applicata.

Ma quali sono i beni dei figli per i quali il genitore non ha usufrutto legale? Nello specifico:

  • quelli acquistati con soldi che il minore ha guadagnato con il suo lavoro;
  • quelli che il figlio ha ricevuto in donazione o in eredità per la propria carriera o professione;
  • i beni che il minore ha ricevuto in donazione o in eredità con la condizione che i tutori o i genitori non ne abbiano l’usufrutto;
  • quelli arrivati al minore con una eredità o una donazione senza che i genitori fossero favorevoli.

Lettura consigliata

L’Agenzia delle Entrate riconosce questo rimborso anche per il coniuge separato e che nella dichiarazione si indica in questo modo

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