I possessori di buoni fruttiferi postali devono stare attenti

I buoni fruttiferi postali sono uno strumento finanziario che tempo fa rendevano tanto. Oggi gli interessi non sono alti ma gli italiani comunque lo ritengono ancora un investimento da fare. Negli anni i buoni fruttiferi postali sono finiti nell’occhio del ciclone. Spieghiamo perché i possessori di buoni fruttiferi postali devono stare attenti. L’Arbitro Bancario Finanziario pubblica sul proprio sito le decisioni prese da diversi collegi in merito a dispute sui buoni fruttiferi postali. I possessori di questo prodotto di investimento finanziario spesso sono costretti a rivolgersi all’Arbitro Bancario per far valere le proprie ragioni per ottenere quanto spetta all’atto del rimborso.

Il caso in esame

Un cittadino ha sottoscritto 4 buoni fruttiferi postali nel 1986, ognuno da 1 milione di vecchie lire. Quando ha chiesto il rimborso ha notato che l’importo è stato minore rispetto all’attesa. I 4 buoni fruttiferi postali, appartenenti alla serie P, sono stati emessi in modo cartaceo. L’intermediario sul retro ha apposto la dicitura serie Q/P più un timbro in cui a mala pena si leggevano i tassi di interesse applicabili. Il possessore, al momento della riscossione del rimborso, ha notato che l’intermediario aveva in realtà consegnato meno di quanto si aspettava. Da questo momento è iniziato il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario e il relativo contenzioso. Il ricorrente nella documentazione presentata ha chiesto, per ottenere il rimborso dei buoni fruttiferi postali, di tenere a riferimento la tabella visibile dietro ai titoli.

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La difesa dell’intermediario

L’intermediario ha chiarito che i buoni erano della serie Q e che quindi per i primi 20 anni l’interesse era composto. L’importo fisso bimestrale, per i successivi dieci anni, deve essere calcolato in base al tasso massimo raggiunto nel ventesimo anno. Nelle controdeduzioni l’intermediario ha aggiunto che dietro ai titoli andava un apposto timbro con scritto  “nuovi tassi”  e non anche l’importo fisso bimestrale.  Quest’ultimo non varia, e si fa riferimento al tasso massimo di interesse raggiunto. In questo caso è il 12%.

Il ricorrente ha contestato il mancato pagamento per i trenta anni del rendimento come indicato sul retro dei titoli.

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I possessori di buoni fruttiferi postali devono stare attenti

Il Collegio ha preso atto che ai 4 titoli vanno applicate le condizioni dei tassi relativi alla serie P. I possessori di buoni fruttiferi postali devono qui prestare attenzione e leggere minuziosamente cosa c’è scritto. Quando manca una indicazione diversa del rendimento, oppure il timbro sul retro non è leggibile, si applica la condizione di rimborso presente nel retro del titolo.

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