I portatori di pacemaker e bypass hanno diritto alla pensione di invalidità?

La redazione di Proiezionidiborsa risponde a quanti si chiedono se i portatori di pacemaker e bypass hanno diritto alla pensione di invalidità. Con l’intervento di bypass si pone rimedio all’ostruzione della circolazione del sangue tramite l’innesto di un segmento di vaso sanguigno. Il paziente che invece presenta gravi irregolarità del battito cardiaco necessita di un pacemaker, ossia di uno stimolatore artificiale che interviene sulla frequenza. Quando il cuore batte troppo lentamente determinando bradicardia bisogna impiantare un pacemaker  che invia impulsi elettrici e regolamenta la frequenza cardiaca.

Nel Disegno di Legge n. 2528/2003 si chiarisce che “lo stato di portatore di pace-maker deve essere considerato una lesione permanente, in quanto costituisce per il suo portatore un vero handicap”. Persino l’ingresso in ospedale per un portatore di pacemaker risulta difficoltoso per la presenza di apparecchiature che causano interferenza.

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E anche nello svolgimento delle più consuete pratiche quotidiane i soggetti portatori di pacemaker o con bypass devono usare cautela. Risulta legittimo chiedersi dunque se i portatori di pacemaker e bypass hanno diritto alla pensione di invalidità. Nell’articolo “Le 3 malattie cardiache che danno diritto alla pensione di invalidità” troverete indicazioni precise in merito ad alcune specifiche patologie.

I portatori di pacemaker e bypass hanno diritto alla pensione di invalidità?

Stando al Decreto del Ministro della sanità del 1992 le cardiopatie che richiedono l’applicazione di pacemaker a frequenza fissa rientrano fra le patologie invalidanti. Ma ciò non fa scattare in automatico il trattamento previdenziale perché si matura il diritto alla pensione in relazione a specifiche percentuali di invalidità.

Il paziente cardiopatico con applicazione di pace-maker a frequenza variabile può ottenere il riconoscimento di un’invalidità che oscilla fra il 31% e il 40%. Ancora più basso è il grado di invalidità che l’INPS riconosce al soggetto che presenta cardiopatie con applicazione di pace-maker a frequenza variabile. In tal caso infatti la percentuale va da un minimo del 21% ad un massimo del 30%. Ne consegue pertanto che chi ha subito un intervento di bypass come anche il portatore di pacemaker non può sperare di ricevere la pensione di invalidità. Ciò perché per ottenere il rateo pensionistico occorre il riconoscimento di un’invalidità pari al 100%

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