I permessi legge 104 sono esclusi dalla cassa integrazione

La chiusura di molte aziende a causa del coronavirus, ha messo in cassa integrazione tantissimi lavoratori. Altrettanto numerose sono state le imprese che hanno dovuto chiudere i battenti da un giorno all’altro e prendere improvvise decisioni circa i loro dipendenti. Un grande stravolgimento è quello che si è verificato in tutto il Paese. A confinare ancora più nello smarrimento, i continui provvedimenti e le misure governative che hanno cavalcato a ritmi incessanti. Come si procede ora? Quali importanti novità sui permessi legge 104 riferiti a chi è in cassa integrazione?

Come vengono calcolati i permessi per la 104

Negli ultimi giorni, giungono finalmente alcuni chiarimenti da parte dell’Inps che sciolgono alcuni dubbi e incertezze. I permessi legge 104 sono esclusi dalla cassa integrazione. È così che l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale chiarisce chi e come può usufruire dell’estensione concessa a seguito del decreto Cura Italia. In particolare, la nota dell’Inps fa chiarezza sui giorni di permesso dei mesi di marzo e aprile. Come è noto, nelle misure di risposta all’emergenza, il Governo aveva disposto l’aumento di 12 giorni di permesso in base alla legge 104/1992. Questo significa che ai 6 giorni spettanti per legge, se ne aggiungevano altri 12 per i due mesi citati. Il totale sarebbe stato di 18 giorni di permesso per il bimestre. Nell’ultima nota dell’Inps, però, sono presenti dei chiarimenti circa la concessione.

Chi è escluso dalla richiesta dei permessi se è in cassa integrazione

I permessi legge 104 sono esclusi dalla cassa integrazione. In che senso? Tutti i lavoratori che si trovano in cassa integrazione con sospensione a zero ore, non potranno beneficiare delle giornate di permesso. A chi, invece, ha un orario ridotto, spetta un ricalcolo proporzionale al numero delle ore lavorate. In buona sostanza, i lavoratori che sono rimasti a casa per i due mesi, non hanno diritto né ai consueti 3 giorni mensili previsti dalla legge, né ai 12 giorni aggiuntivi. Per quanto riguarda il mese di marzo, si potrà fare un calcolo in base al giorno in cui è stata avviata la cassa integrazione. Il calcolo dei permessi viene sempre fatto in base alle giornate di lavoro assolte.

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