I pensionati che non inviano la dichiarazione rischiano sanzioni pesanti

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Sono tanti i lavoratori che aspettano con ansia il momento della pensione, tuttavia quando arriva non è proprio come si immaginava. Soprattutto se si considera che l’importo medio delle pensioni è basso rispetto al costo della vita. Per molti pensionati arrivare a fine mese sta diventando ancora più difficoltoso. Ciò a causa della crisi economica degli ultimi tempi che sta facendo lievitare ancor di più i prezzi di beni fondamentali come luce, acqua e gas. Nonostante le misure adottate dal Governo per arginare la crisi e sostenere i pensionati in difficoltà. Per questo sono tanti coloro che nonostante la pensione, decidono di intraprendere un’attività lavorativa. Ma sono tanti a chiedersi se i pensionati possano svolgere anche un’attività lavorativa.

I pensionati che svolgono un’attività sono tenuti a precisi adempimenti. In particolare, il D.Lgs. n.503/92, all’art.10 prevede il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo. Pertanto al comma 4 prevede che i titolari di pensione siano tenuti a produrre all’Ente erogatore della pensione la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo. In particolare entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell’IRPEF per il medesimo anno. Con il messaggio n.4101/2022 l’INPS fornisce i chiarimenti in ordine all’individuazione dei pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2021.

Ecco i pensionati esclusi dal divieto di cumulo e dall’obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo ottenuti nel 2021

Sono esclusi dall’obbligo di dichiarazione e non sono soggetti al divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo le seguenti categorie. I titolari di pensione e assegno d’invalidità con decorrenza entro il 31 dicembre 1994, di pensione di vecchiaia, di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo. E ancora, i titolari di pensione d’anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima. Infine i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’AGO dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima. Nonché delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni.

I pensionati che non inviano la dichiarazione dei redditi rischiano pesanti sanzioni

Tutti coloro che non si trovano nelle suddette condizioni sono soggetti al divieto di cumulo e all’obbligo di dichiarazione. Tali pensionati dovranno effettuare la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2021, entro il 30 novembre. Inoltre anche titolari di pensioni e assegno d’invalidità non rientranti tra le suddette categorie non sono soggetti al divieto di cumulo. In particolare qualora nel 2021 abbiano conseguito un reddito da lavoro autonomo non superiore a 6.702,54 euro.

Inoltre i trattamenti pensionistici sono totalmente cumulabili con i redditi derivanti da attività svolte in programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili. Ugualmente le indennità percepite per l’esercizio della funzione di Giudice di Pace sono cumulabili con i trattamenti pensionistici. I redditi da lavoro autonomo devono dichiararsi al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali. I titolari che omettano di produrre la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo rischiano pesanti sanzioni. Infatti i pensionati che non inviano questa dichiarazione dovranno versare all’Ente previdenziale d’appartenenza un’ingente somma. Ovvero pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno cui si riferisce la dichiarazione medesima.

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