I mercati emergenti su cui investire secondo Amundi

I mercati emergenti su cui investire secondo Amundi

L’attenzione degli investitori è spesso tutta per mercati più importanti, come quello europeo e americano. Tuttavia, potrebbe rivelarsi redditizio investire anche su alcuni mercati emergenti. Ecco l’opinione degli esperti analisti dell’asset management Amundi.

Amundi è un noto gestore di asset, leader del settore a livello europeo e tra i più importanti a livello mondiale, con ben 35 sedi sparse in diversi continenti.

I suoi esperti hanno stilato un’interessante analisi in merito ai più grandi titoli americani del settore tecnologico. Stiamo parlando dei “magnifici 7” (Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia, Tesla) che hanno fatto da traino al rally di Wall Street a partire da gennaio 2023.

A loro avviso, gli investitori sono al momento troppo ottimisti nei confronti di questi titoli, poiché confidano eccessivamente nell’avvento dell’Intelligenza Artificiale e in una discesa dell’inflazione, con il conseguente e attesissimo taglio dei tassi di interesse.

Di quest’ultimo, è da specificare, per il momento non si ha ancora certezza, poiché il livello di inflazione è ancora troppo distante dal target del 2%.

Su quali mercati si potrebbe invece puntare in alternativa? Per Amundi, alcuni di quelli emergenti potrebbero rivelarsi un’ottima scelta. Scopriamo quali sono.

I mercati emergenti su cui investire secondo gli esperti di Amundi

Alcuni dei migliori su cui investire al momento sarebbero l’India e il Vietnam. Quindi, ecco i mercati emergenti su cui investire secondo questi esperti.

Ma se non si ha intenzione di puntare su questi e si vuole optare per altre tipologie di investimenti, a quali mercati o settori si potrebbe guardare?

In cosa investire

Secondo Amundi, ci sarebbero anche altre occasioni ghiotte per gli investitori. Ad esempio, le aziende con dividendi fino al 7%, capaci di garantire un afflusso costante di denaro grazie alle proprie cedole. Un esempio di queste potrebbero essere le banche europee, i servizi pubblici e gli operatori di telecomunicazione.

Quindi, insomma, è possibile valutare numerose alternative meno rischiose e potenzialmente più redditizie delle azioni tech di Wall Street.

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