Gli animali da allevamento contagiati dal virus Covid-19

I numerosi studi condotti sin dall’esplosione della pandemia di Covid-19 hanno cercato di individuare la causa principale di questa diffusione.

Molte sono state le ipotesi e pare che non si possa giungere a una causa univoca e sicura.

OFFERTA SPECIALE - SOLO OGGI
Acquista lo smartwatch XW 6.0 con il 70% di sconto

Scopri ora l'offerta

Smartwatch

A pipistrelli, pangolini, serpenti e altre specie animali è stato imputato di essere il vettore per questo virus.

Si è giunti alla conclusione che qualsiasi animale possa aver avuto il ruolo centrale nel diffondersi di questa pandemia. L’uomo ha comunque la sua parte di colpa.

Un aspetto è evidente: il coronavirus è capace di contagiare varie specie animali e quindi anche l’uomo (malattia zoonotica). Per quanto riguarda gli animali domestici, possono mostrare tracce di Covid se i loro proprietari risultano positivi, ma in realtà sembrano non essere in grado di trasmettere il virus a loro volta.  Col passare dei mesi, gli studi sono passati agli allevamenti da carne. Così la nuova scoperta: anche gli animali da allevamento possono essere contagiati dal virus Covid-19.

No ai suini, sì al pollame

Gli studi dimostrano che il pollame, come ad esempio tacchini e  galline, non rientra tra gli animali da allevamento contagiati dal virus Covid-19. Ciò a differenza dei maiali, di cui invece si sono registrate delle infezioni.

Lo studio è stato condotto in Canada, presso la CFIA (Agenzia Canadese per l’Ispezione Alimentare). La ricerca ha considerato la possibilità di contagio umano da parte degli animali d’allevamento.

I prelievi sono avvenuti in laboratorio, ma ancora non hanno ancora una conferma ufficiale. Ai tacchini e ai polli il virus è stato somministrato per via nasale e oculare, ma senza mostrare segni di attecchimento. Poi si è passati agli embrioni di pollo: anche qui il virus non si è moltiplicato.

Per quanto riguarda i maiali, la situazione è più complicata. Quando gli scienziati hanno somministrato via oculare e nasale il virus, si sono visti risultati dopo 10 giorni.

I suini hanno manifestato lacrimazione e scolo nasale, ma niente febbre né problemi di respirazione.

Soltanto 5 maiali su 16 hanno sviluppato il virus. Alcuni hanno addirittura sviluppato gli anticorpi.

Ne deriva che anche gli animali da allevamento contagiati dal virus Covid-19 possono sviluppare l’immunità. Oltre a questo, le particelle del virus non sembrano disperdersi e quindi contagiare altri soggetti.

Infine, per quanto riguarda la carne di questi animali, dopo la macellazione, pare non presentare cellule del virus. 

Dobbiamo smettere di preoccuparci o mantenere alta la sorveglianza?

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

Consigliati per te