Giorgia Meloni pronta a sostituire Mario Draghi, è il tempo di una donna al Governo per l’Italia?

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Non ce ne voglia ma visto il livello di clamore popolare raggiunto, dovrà limare un pochino l’accento romanesco. Va bene che è una coloritura che contribuisce a conferire veracità e sfacciataggine, però viste le ambizioni, dal punto di vista comunicativo qualcosa va rivisto. L’accento in primis e quel gesticolare di continuo cui abbiamo assistito alla tre giorni di Convention. Certo era un clima di festa tutta per lei e per il partito. Però dovrà pure abituarsi ad ambienti e circostanze più «alte» cui pure ha sempre preso parte.

Donna leader

Da «capo», posizione cui ambisce, è diverso. E una buona dizione, tanto per iniziare, è opportuna. Anche perché Giorgia Meloni pronta a sostituire Mario Draghi, forse dovrebbe crescere in aplomb. Anche il timbro vocale dovrebbe un pochino migliorare. Sarebbe necessario un tono meno agguerrito e aizzante perché poi il ruolo sarebbe diverso. Non di chiamata del popolo alle urne ma di mitigazione e invito alla calma visti gli animi agitati degli italiani che hanno sempre meno soldi in tasca. E adesso si chiedono pure cosa significherebbe per l’Italia un ingresso in guerra. Quindi i prossimi mesi non saranno facili da gestire. Se la guerra finisce conteremo i danni e i cittadini ne pagheranno le conseguenze; se prosegue, i risvolti possono essere ancora peggiori.

I punti a favore

A favore di Giorgia Meloni ci sono i sondaggi, che sono numeri. C’è la simpatia americana. E pure non è poco, basti pensare che la partecipazione della Meloni al Convegno dei conservatori americani ad Orlando è stato da standing ovation. Altro punto a favore è il malcontento popolare che quando c’è, porta le persone al voto di protesta. Al cambio di partito e di opinione in favore di forze per così dire «emergenti». Se si pensa, viviamo una situazione di malcontento simile a quella  che qualche anno fa ha portato bene al Movimento 5 Stelle. In ultimo il segno meno di Forza Italia e il «meno, meno» della Lega non possono che portar bene a FDI. Perché quanti si sentono di centro destra, visti gli insuccessi altrui, potrebbero salire sul carro del vincitore.

Giorgia Meloni pronta a sostituire Mario Draghi, è il tempo di una donna al Governo per l’Italia?

L’unico «però» al momento è dato dal Partito Democratico. Eppure sono amici, Giorgia ed Enrico Letta sono i veri sfidanti. Allo stato, se si dovesse votare oggi, gli italiani di fatto si troverebbero a scegliere tra i due. PD o FDI. Il Centro è un cantiere aperto che fino al prossimo anno nemmeno va sottovalutato. Perché se il vento guerrafondaio europeo non dovesse cessare, molti potrebbero optare per il voto al Centro. Moderato e (dichiarato) cattolico. Perché la guerra non piace a nessuno. E finché si combatte altrove va bene fare il tifo così come inviare aiuti e abiti ma se i missili arrivano in casa, tutto cambia.

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