Ecco quanti soldi rendono 15.000 euro in BTP a 10 anni dopo il recente +30% dello spread

BTP

Il mercato non dorme mai e quello che valeva ieri oggi potrebbe essere già una vecchia storia. È il caso dei rendimenti sui titoli di Stato, che dopo un lungo periodo di costante discesa stanno ritornando a salire.

Il piccolo risparmiatore s’interroga quindi se il momento sia interessante per comprare o attendere ancora prima di passare all’azione.

Nell’attesa si scoprirlo, ecco quanti soldi rendono 15.000 euro in BTP a 10 e 15 anni dopo il recente +30% dello spread.

Il recente +30% dello spread a base di tutto

Alla base di questo ritorno di fiamma verso i rendimenti del BTP c’è il riemergere dello spread. In sintesi, a partire dal prossimo mese di giugno la BCE potrebbe iniziare ad allentare il suo programma PEPP in merito agli acquisti di titoli di Stato.

Un timore che porta gli operatori finanziari a riapprezzare il rischio Paese, che per l’Italia significa risalita dello spread.

Rispetto al minimo di periodo, che coincide anche con quello del 2021, il differenziale BTP-Bund tedesco ha infatti recuperato un +31% circa rispetto al 90,40 di 3 mesi fa. Oggi, infatti, esso oscilla a ridosso dei 120 punti circa.

Spread e rendimenti sui titoli di Stato

Ad uno spread che sale si accompagna in genere una risalita della curva dei rendimenti. Se intorno all’11 febbraio il rendimento del decennale ha toccato il suo minimo di periodo (0,46% circa), oggi esso è risalito attestandosi a circa 0,92%.

Niente male quindi, giacché si tratta di un rendimento raddoppiato nel giro di 90 giorni. In sostanza, 3 mesi dopo quel minimo oggi è più “interessante” comprare BTP.

Si tratta tuttavia di un concetto molto delicato: non dimentichiamo che uno spread sale quando aumenta il rischio sovrano di quel Paese. Quindi un investitore comprando quei sovereign bonds si sta esponendo a un maggior rischio emittente.

Dunque, ecco quanti soldi rendono 15.000 euro in BTP a 10 anni dopo il recente +30% dello spread

A questo punto, ipotizziamo di voler investire 15mila euro nominali a 10 anni: quanto guadagneremmo?

Prendiamo a riferimento il BTP Tf 0,6%, codice ISIN: IT0005436693, scambiato sul MOT a partire dal 19 febbraio 2021 e con scadenza il 1° agosto 2031.

Bene, questo BTP oggi sul mercato secondario costa circa 96,50 centesimi, pertanto il suo rendimento effettivo netto annuo oscilla sullo 0,84%. Ora, quali sarebbero i flussi finanziari derivanti da una simile obbligazione?

Innanzitutto avremmo oggi un’uscita pari a 14.475 euro (corso secco), commissioni bancarie a parte. Poi ogni 1° di febbraio e 1° di agosto incasseremmo una cedola semestrale di circa 39-39,70 euro netti.

In sintesi, ecco quanti soldi rendono 15.000 euro in BTP a 10 e 15 anni dopo il recente +30% dello spread. Mentre nell’articolo di cui qui il link mettiamo a confronto il rendimento del recente BTP Futura 2037 rispetto a quello con scadenza 2028 e 2030.

Tuttavia, a scadenza (1° agosto 2031) registreremmo anche una plusvalenza in conto capitale, data dal fatto che in partenza lo abbiamo comprato sotto cento. Infatti tra 10 anni ci verrebbero accreditati i 15.000 euro nominali di partenza.

L’acquisto sotto cento e il guadagno extra

In pratica l’acquisto del bond sotto il suo valore nominale di emissione (100) garantisce a scadenza anche un guadagno extra. Dato appunto dalla differenza tra prezzo di acquisto e quello di rimborso finale. Nel mentre, invece, si incasserebbero le cedole semestrali.

Ricapitolando, ecco quanti soldi rendono 15.000 euro in BTP a 10 anni dopo il recente +30% dello spread. Concludiamo illustrando nell’articolo di cui qui il link due  mosse intelligenti per guadagnare fino all’1,75% con i soldi depositati sul c/c o sul Libretto postale.

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