Ecco quando la muffa diventa davvero pericolosa

La muffa ci manda spesso in confusione. Com’è possibile che la mangiamo nel gorgonzola ma poi la temiamo quando appare sul pane? Questi funghi che amano gli ambienti umidi possono, infatti, essere estremamente utili per l’uomo ma anche altrettanto dannosi. Ecco quando la muffa diventa davvero pericolosa.

Le micotossine

Come spiegato in un articolo pubblicato da Empting su Toxicology and Industrial Health, certi tipi di muffe possono portare una vasta gamma di problemi all’uomo.

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Tra questi spiccano problemi respiratori, disturbi neurologici, cancro e perfino la morte negli animali e, talvolta, nell’uomo. Non tutte le muffe però sono pericolose.

Da temere sono, infatti, quelle che producono micotossine. Nel dettaglio, le micotossine sono sostanze prodotte dai funghi e quindi anche dalle muffe. I loro effetti sono tossici e possono colpire sia uomini che animali. Le micotossine possono essere sia ingerite che inalate a seconda delle superfici su cui si sono sviluppate.

Ecco quando la muffa diventa davvero pericolosa

Tra le varie muffe pericolose spuntano alcune varietà che producono micotossine particolarmente dannose.

Tra queste spicca l’Ocratossina A, tipica delle muffe Aspergillus. Queste proliferano principalmente nel cibo soprattutto in presenza di amido. Possono essere, quindi, presenti in cereali, pane e patate. Sono comprovati gli effetti negativi dell’Ocratossina A sugli animali. In particolare danni ai reni e sviluppo di cancro. Secondo alcuni studi questa tossina è però responsabile anche di nefropatie nell’uomo.

La Stachybotrys chartarum, invece, conosciuta anche come muffa nera, prolifera soprattutto nel legno e, talvolta, nel grano. È quindi facile trovarla negli edifici di legno soggetti a umidità. Questa muffa, in particolare, produce una micotossina altamente pericolosa. Sebbene non ci siano ancora studi concordanti sull’argomento, secondo alcuni la tossina in questione verrebbe a colpire il sistema respiratorio. Alte dosi sono state trovate, ad esempio, in pazienti deceduti per sanguinamento polmonare in Ohio nel 1994.

La muffa Penicillium è, invece, responsabile di complicazioni meno gravi ma comunque molto fastidiose e si sviluppa principalmente negli edifici. Pare, infatti, che sia responsabile di sintomi simili a quelli dell’allergia sia negli adulti che nei bambini. Ciò comporta, quindi, problemi respiratori, irritazione agli occhi, tosse e gola irritata.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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