Ecco quando è più importante la pressione minima di quella massima e quando diventa pericolosa nei soggetti con meno o più di 50 anni

Gli sbalzi di pressione preoccupano a volte più degli episodi di tachicardia perché sottopongono a stress i vasi sanguigni e aumentano il rischio di ictus. Oltre che da una componente genetica i picchi pressori possono dipendere anche da un dieta ricca di grassi, dal consumo di alcol e dal sovrappeso. Non a caso, “Sembra incredibile ma basta cenare a quest’ora per 3 mesi per abbassare la pressione alta, la glicemia e il colesterolo LDL”. Eliminando alcune cattive abitudini come la vita sedentaria, l’alimentazione poco sane e l’abitudine al fumo di sigaretta le oscillazioni di pressione potrebbero diminuire.

Persino il consumo costante di alcune bevande provoca variazioni più o meno sensibili del livello della pressione. Del resto “È incredibile quanto la caffeina fa alzare i valori della pressione arteriosa e quanti caffè può bere chi soffre di ipertensione”. Allo stesso modo è più a rischio di sbalzi di pressione chi soffre di apnee notturne per cui conviene monitorare la variabilità dei livelli. E pertanto ecco quando è più importante la pressione minima di quella massima e quando diventa pericolosa nei soggetti con meno o più di 50 anni. Si ritiene comunemente che debbano preoccuparsi coloro che soffrono di ipertensione sistolica alta, ma molto dipende dall’età.

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Ecco quando è più importante la pressione minima di quella massima e quando diventa pericolosa nei soggetti con meno o più di 50 anni

Sul Journal of General Internal Medicine sono apparsi i risultati di una ricerca sui valori della pressione diastolica e sistolica e sul rischio di mortalità. Nei soggetti di oltre 50 anni con livelli di pressione arteriosa superiori a 140mg/dL si registra una maggiore probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari. Al contrario, nei soggetti più giovani di età inferiore ai 50 anni a fare la differenza sono i valori della pressione minima.

Infatti in presenza di una pressione minima superiore a 100mg/dL si alza il rischio di morte per infarto o ictus. Pertanto si può dedurre che prima dei 50 anni è più importante evitare di scivolare in una condizione di ipertensione diastolica, cioè di pressione minima alta. Al contrario dopo i 50 anni è più importante che non sia alta la pressione massima che peraltro è più difficile da controllare con la terapia farmacologica.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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