Ecco quali sono le operazioni che non dobbiamo assolutamente fare per evitare che scattino i controlli del Fisco sui nostri conti correnti

Per avere chiara la situazione dobbiamo sapere che non sono solo le grandi movimentazioni di capitali verso l’estero a destare sospetto. Infatti, anche i medi e piccoli trasferimenti di danaro possono generare un accertamento.

Al di là, tuttavia, del formale controllo del Fisco, dobbiamo sapere che tutte le attività che poniamo in essere sul conto corrente sono “trasparenti”. Con ciò intendiamo dire che tramite il Registro dei rapporti tributari, l’esattore può controllare tutte le movimentazioni in entrata e in uscita.

Quindi, tutto ciò che accade sui nostri conti correnti è tacciabile e può motivare un accertamento. Ecco, dunque, quali sono le operazioni che non dobbiamo assolutamente fare per evitare che scattino i controlli del Fisco sui nostri conti correnti.

Le operazioni che destano sospetto e possono far scattare i controlli

Anzitutto, abbiamo i bonifici. Al riguardo, dobbiamo sapere che tutti i versamenti in banca o i bonifici ricevuti si presumono reddito fino a prova contraria. Detta prova contraria ricadrà sul contribuente.

Sicché, chi riceve un bonifico, lo dovrà inserire nella dichiarazione dei redditi. In alternativa, dovrà poter dimostrare che si tratti di somme non soggette a tassazione.

Tali sono, ad esempio, quelle derivanti dalla vendita di beni usati, come un’auto o un mobile antico. Poi, ci sono le vincite da gioco, che subiscono già la ritenuta alla fonte. Ancora, abbiamo le donazioni ricevute dai parenti stretti come coniuge, figli, genitori, tassabili solo per importi molto elevati. Non vanno poi dichiarati perchè non soggetti a tassazione i rimborsi spesa e i risarcimenti del danno.

Ecco quali sono le operazioni che non dobbiamo assolutamente fare per evitare che scattino i controlli del Fisco sui nostri conti correnti

In secondo luogo, come operazioni potenzialmente sospette, abbiamo i versamenti in contanti sul conto corrente. Anche qui, ricorre la presunzione che si tratti di redditi tassabili. Sicché, il contribuente che non riporta tali somme nella dichiarazione dei redditi, deve dimostrare che sono esenti da tassazione o già tassate alla fonte.

Altra operazione che non convince il Fisco sono i trasferimenti di danaro tra marito e moglie, soprattutto se frequenti. Sicché, anche in questo caso, l’Agenzia delle Entrate può notificare direttamente un accertamento. Ciò senza dare la possibilità al contribuente di difendersi preventivamente in sede amministrativa.

Stessa sorte è quella dei bonifici periodici. Anche in questo caso, scattano le presunzioni di cui detto e le somme ricevute si presumono redditi, tassabili fino a prova contraria.

Approfondimento

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