Ecco come acquistare un immobile evitando che diventi una seconda casa

Capita spesso nella vita di tutti i giorni che quando si fa un investimento, quale l’acquisto di una seconda casa, a frenarci è il pensiero delle tasse.

Sappiamo bene infatti che quelle relative alle cosiddette seconde case sono piuttosto cospicue.

Allora ecco come acquistare un immobile evitando che diventi una seconda casa.

Il genitore, già proprietario di una abitazione, può evitare che l’acquisto di una seconda casa, determini un eccessivo dispendio di tasse. Come? Intestando il secondo immobile direttamente al figlio e/o figli minori.

A chi bisogna rivolgersi per acquistare un immobile evitando che diventi una seconda casa?

In questi casi bisogna rivolgersi ad un notaio per la stipula di un atto di compravendita a favore del terzo.

È il genitore quindi che partecipa alla stipula del rogito, così come è il genitore che paga il prezzo pattuito.

La proprietà però del bene è del figlio minore, quindi non si può certo parlare in questa ipotesi di seconda casa a carico del genitore.

Ma è sempre possibile stipulare un atto di compravendita a favore di un terzo che sia il figlio minore?

La risposta a questa domanda non può essere sempre affermativa!

Va precisato infatti che in questi casi, l’acquisto deve essere fatto senza richiedere mutui.

Ecco, quindi, come acquistare un immobile evitando che diventi una seconda casa.

Il genitore che intende acquistare a favore del figlio minore deve già essere nella piena disponibilità della somma da versare per il perfezionamento della compravendita.

E se dopo l’acquisto si vuole ristrutturare l’immobile deve richiedere un mutuo?

Perfezionatosi l’acquisto, qualora il genitore fosse intenzionato a ristrutturare l’immobile, può richiedere un mutuo ipotecario alla banca, pignorando così il bene del minore. Ma solo previa autorizzazione del Giudice Tutelare. In questi casi, infatti, è sempre il Giudice Tutelare a concedere l’autorizzazione, tutelando in primis il minore.

Alla predetta istanza vanno allegati i preventivi di spese, la relazione redatta dall’istituto di credito con il quale verrà poi stipulato il contratto di mutuo.

Il Giudice Tutelare, quindi, deve avere sulla base della documentazione prodotta, una visione completa della situazione. E questo sia relativamente allo stato dell’immobile, sia relativamente allo stato reddituale del genitore richiedente il mutuo.

Solitamente l’autorizzazione è concessa quando la ristrutturazione diventa necessaria, e sempre che il genitore dimostri di poter far fronte al rimborso, nei confronti dell’Istituto bancario, delle rate di mutuo.

Nel caso in cui il minore cui viene intestato il bene è figlio di genitori non legati tra loro dal vincolo matrimoniale, è bene sottolineare che l’acquisto a favore del terzo può tranquillamente essere fatto da uno solo dei genitori, purché questi come innanzi detto versi la somma necessaria per la definizione della compravendita.

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